Gianni Alemanno li ha voluti ascoltare di persona. E ieri sera nella sede dell'Atac i «cinque saggi» hanno ripetuto le loro opinioni sul parcheggio del Pincio confermando la loro divisione. Quattro «possibilisti», e un deciso contrario, l'architetto Giorgio Muratore. Avrebbe ripetuto il suo «si può fare» il presidente dell'ordine degli ingegneri Francesco Rossi; avrebbe fatto solo qualche appunto al progetto Amedeo Schiattarella, il presidente dell'ordine degli architetti; dimostrato il suo equilibrio Marina Mattei, direttrice del palazzo nuovo ai musei Capitolini e richiesto la «salvaguardia dei reperti archeologici» Adriano La Regina. «Non mi resta che chiedere il rinnovo del passaporto - afferma invece Giorgio Muratore, titolare di Storia dell'architettura a Valle Giulia - Un paese dove si fanno queste cose non è il mio». E così Gianni Alemanno (che ieri sera ha voluto con se gli assessori Umberto Croppi alla Cultura, Marco Corsini all'Urbanistica e Sergio Marchi alla Mobilità), dopo due ore di riunione fa sapere che «la decisione verrà presa la prossima settimana con una "memoria" di giunta»: la data prevista è martedì 9 settembre. Ancora una settimana, dunque, prima deìla parola definitiva sul contestato parking, mentre questa mattina il ministro Sandro Bondi, come ha fatto sapere ieri eia Firenze, «esaminerà la documentazione» e poi con «Gianni Alemanno prenderemo una decisione di comune accordo». Il sindaco (chissà) forse ci penserà anche in Terrasanta, ma qui a Roma nel frattempo si faranno i conti. Perché tra il detto e non detto di ieri sera, mentre nella sede dell'Atac sono intervenuti anche i pompieri (dalla grate del corridoio sotterraneo che ospita la cabina dell'Acca usciva del fumo), il fantasma che ha realmente aleggiato è stato quello dei costi: con la rinuncia al parcheggio, penali all'impresa a parte, bisogna calcolare anche 30 milioni di mancati introiti. «È stato fatto un lavoro molto approfondito - ha ripetuto alla fine il sindaco - Abbiamo raccolto elementi sulla base dei quali faremo ulteriori verifiche e accertamenti sia dal lato procedurale che amministrativo». L'ipotesi Galoppatoio? Solo sfiorata, «sono state valutate tutte le situazioni».