Due mesi dopo il clamoroso annuncio del ministro Bondi - «Pompei versa in uno stato di degrado mortificante, il Governo metterà fine alla vergogna» - all'ingresso degli scavi tutto è ritornato come prima: ieri mattina mille turisti sono rimasti in fila sotto il sole che picchiava duro mentre una parte dei lavoratori della Soprintendenza partecipava ad una assemblea sindacale, presumibilmente in un locale munito di impianto di aria condizionata. I cancelli si sono aperti a tarda mattinata, ma lo spettacolo (ri)messo in scena ha ricalcato il vecchio filone. Quello che, secondo l'annuncio, doveva essere cancellato. Renato Profili, l'ex prefetto di Napoli nominato Commissario, si sta dannando l'anima ma il groviglio dei problemi e gli interessi in campo non consentono, almeno per ora, di vedere la luce. E si profilano soluzioni estreme: Profili potrebbe estendere la sua competenza su tutti i 23 siti di intereresse archheologico vesuviano. E Guzzo potrebbe decidere di dire basta e dimettersi. Tutto come prima, allora, anzi peggio di prima perche ieri è saltato l'impegno di riaprire, a partire da lunedì 1 settembre - cioè da ieri - e grazie all'impiego di vigilanti privati, diciannove domus chiuse da anni perché non custodite. I catenacci non sono stati rimossi, le «case» continuano ad essere off limit - tranne le tre che da tempo possono essere visitate su prenotazione: le Terme Suburbane, la Casa dell'Ara Massima e quella del Menandro - e tutte le previsioni ottimistiche fatte fin qui rischiano di andare a carte quarantotto. I sindacati appaiono sempre più spaccati: da una parte la Cisl, la casta più potente, che ha ribadito l'opposizione netta e definitiva («Stracciate il bando di gara per i vigilantes privati») ad ogni forma di privatizzazione del servizio di vigilanza - con tanti saluti al sottosegretario Maria Vittoria Brambilla e all'assessore Velardi che invocano soluzioni moderne e di grande respiro, fino allo svolgimento di meeting culturali e spettacolari, per battere l'eterna crisi di liquidità. Dall'altra l'altrettanto potente segretario generale della Uil Beni e attività culturali, Gianfranco Cerasoli che ha affrontato un tema più delicato: «Non si riesce a pagare le bollette, ma intanto si autorizza la spesa di 3oomila euro per il budget della struttura commissariale. La Cgil, altrettanto potente, e le altre sigle sembrano allineate. Un guazzabuglio,insomma, che inevitabilmente ha finito per coinvolgere il Commissario Profili e il supersoprintendente Guzzo, il braccio e la mente nel disegno del Ministro, che nonostante abbiano dichiarato a più riprese di volere la tregua, si trovano perennemente l'uno contro l'altro costretti dalla forza delle cose e dello scontro. Nelle ultime ore, però, oltre i veleni della cronaca, si sono avuti segnali che, alla buon'ora, potrebbero preludere se non ad una pace almeno ad una tregua vera. La Cisl ha chiesto un tavolo di confronto - interpretando alla lettera l'ordinanza di nomina di Profili - e la proposta ha fatto passi in avanti. L'altra novità è ancora più incoraggiante: il commissario ha scritto al Soprintendente chiedendo un incontro a tutto campo sul territorio degli scavi. Se sono rose fioriranno presto anche perche Profili oggi verrà ricevuto dal Ministro e proprio di questo si parlerà. La cronaca, però, consiglia prudenza. E il barometro che segnala il rapporto tra II commissario e il soprintendente segnala tuttora tempesta. Il contrasto più stridente si è avuto per il recupero della Casa dell'Aquila e l'installazione delle fontanine e il ripristino dei servizi igienici. Guzzo aveva chiesto che si approntasse preventivamente un sistema di canali di scolo, Profili ha bruciato i tempi potenziando il flusso di acqua. Altri dissidi si sono avuti per rillumina-zione lungo la cinta esterna per porre un freno al dilagare della prostituzione - Guzzo ha criticato il sindaco D'Amelio per la mancanza delle autorizzazioni - e per la Grande Palestra che il Soprintendente continuava a tenere chiusa per l'uso a suo dire non proprio. Un contesto avvelenato, insomma, che si estende a tutta l'area pompeiana. E chiama in causa anche la Curia impegnata su due fronti: la lotta ai bancarellari che vendono paccottiglia immonda e l'eterna pratica del recupero, a fini turistici e di accoglienza, del Seminario e dell'albergo del Rosario. Anche per migliorare l'offerta alberghiera che è troppo modesta e ha creato un altro fronte di lotta: gli albergatori contro la Curia e viceversa. Ma anche in questo caso è arduo, se non impossibile, capire dove si andrà a parare.
POMPEI - Domus chiuse e turisti sotto il sole: a Pompei vince il caos
Il riassunto è il seguente:
Il governo ha deciso di mettere fine alla vergogna di Pompei, ma il sito è ancora in uno stato di degrado. I cancelli sono stati aperti, ma lo spettacolo è stato ricalcato. Il commissario Renato Profili si sta dannando l'anima per risolvere i problemi, ma gli interessi in campo non consentono di vedere la luce. Si profilano soluzioni estreme, come estendere la competenza di Profili su tutti i 23 siti di interesse archéologico vesuviano. I sindacati sono spaccati, con la Cisl che ha ribadito l'opposizione ad ogni forma di privatizzazione del servizio di vigilanza. La Cgil e le altre sigle sembrano allineate.
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