LIVORNO. Sul colonnato che s'affaccia sul lungomare non c'è più il graffito spray con cui Toni annunciava al mondo la propria love story con Rita: solo che a villa Pendola le lancette dell'orologio sembrano essersi fermate su un passato imbalsamato che rimpiatta un eterno presente di degrado. Ma all'improvviso il destino dell'edificio pare essersi messo gli stivali delle sette leghe per cominciare a correre: fra poco più di un mese si apriranno le buste per conoscere le offerte in lizza per l'asta che sul complesso immobiliare antignanese - che vent'anni fa era stato anche sede del centro civico della circoscrizione 10 - è stata indetta dall'Azienda pubblica servizi alla persona (Asp) Città di Siena: base d'asta 15 milioni di euro, un milione e mezzo di euro da mettere sul tavolo prima ancora di cominciare. C'è tempo fino a fine settembre per far giungere la propria offerta. Non è detto che questa sia la volta buona ma la proprietà (pubblica) è intenzionata a percorrere la vita dell'asta, anche a costo di ripeterla più volte. L'Asp senese è controllata dal Comune e raggruppa i tre istituti di beneficenza che storicamente operano nella città del Palio: la casa di riposo Campansi, il Pio Asilo Butini-Bourke e appunto l'Istituto per sordomuti Tommaso Pendola. E' stato quest'ultimo a portare in dote alla società pubblica la villa antignanese (e un grosso progetto edilizio che ne ridisegna da capo a piedi la fisionomia). Non è davvero la prima volta che questa villa-fantasma torna sotto i riflettori: eppure è rimasta figlia di nessuno da quando il Comune ha disdetto il contratto d'affitto e, in un guazzabuglio di carte bollate, ha restituito all'istituto la villa. Figurarsi che era stata Edda Fagni, negli anni in cui era a Palazzo civico come assessore all'istruzione, a condurre in porto la trattativa con l'istituto senese: dopo la chiusura della scuola per bambini sordi, il Comune prese in carico il personale e l'istituto offrì la villa al Comune per 30 anni a prezzo poco più che simbolico (e con un occhio alla possibilità di entrarne in possesso al preventivato scioglimento dell'istituto di beneficenza). In realtà, il Comitato di controllo ci mise lo zampino: niente affitto trentennale a canone predeterminato, le cifre cominciarono a lievitare. E a Siena nessuno poteva decidere: negli ultimi 15 anni l'istituto è stato sempre sul punto di sciogliersi finché non l'ha fatto due anni fa. Dev'esser per questo che il futuro della villa è rimasto a bagnomaria così a lungo: è almeno da sette anni che si parla di un'asta, nel 2004 si era ipotizzato un piede di partenza di 5 milioni di euro (ma ancora non c'era il progetto da 50 appartamenti con il via libera del Comune). Ora la svolta: l'ultima?
LIVORNO - Asta kolossal per il Pendola
L'Asp Città di Siena ha indetto un'asta per la villa Pendola a Siena, che è stata la sede del centro civico della circoscrizione 10. La proprietà è stata trasferita all'Asp da un istituto di beneficenza che ha chiesto il rientro della villa. L'asta ha un budget di 15 milioni di euro e si apriranno le buste entro fine settembre. La proprietà è stata controllata dal Comune di Siena e l'Asp è un'entità pubblica che gestisce tre istituti di beneficenza. La villa è stata oggetto di trattative per anni, ma non è stata ancora venduta. L'Asp ha deciso di percorrere la vita dell'asta, anche se non è detto che questo sia la volta buona.
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