RIUNIONE BLINDATA ieri nel tardo pomeriggio all'Atac, via Ostiense 131 L (un indirizzo ahimè noto a tutti i romani in processione espiatoria per chiedere lumi a proposito delle multe). Ma, questa volta, si discuteva - ai piani alti, negli uffici dell'amministratore delegato Gioacchino Gabbuti - della sorte del mega-parcheggio del Pincio. Una riunione - se così si può dire - nella tana del lupo ("Una sede impropria", l'aveva giudicata, ieri mattina, Carlo Ripa di Meana). Perché è appunto l'ATACla cosiddetta "stazione appaltante" del cantiere che ha sconvolto il belvedere progettato dal Valadier. Ma, tant'è, l'Ad della società ha difeso com'era prevedibile il progetto anche nei suoi versanti più deboli, per esempio la correttezza delle procedure. Infatti, quando io, rimasta per oltre tre ore sul marciapiede di via Ostiense,insieme a colleghee colleghi, ad aspettare la fine della riunione, ho intercettato la dichiarazione del sindaco Gianni Alemanno in veloce uscita - "Dobbiamo fare le ultime verifiche sia sul versante tecnico che su quello procedurale" - ponendogli una domanda precisa sui nulla osta al progetto, Alemanno ha confermato: le verifiche vanno fatte "sui nulla osta, e anche sulla stazione appaltante". Ed ha concluso con una frase sibillina: "e sull'attività politica". Che cosa voleva dire? Alla riunione erano stati convocati i 5 saggi della commissione istituita dal sindaco, perché esprimessero con chiarezza il proprio parere. I rilievi più sentiti sono stati quelli sulle griglie d'areazione, inquinanti, e sugli accessi, che metterebbero a rischio la composizione architettonica del Valadier. Il più schierato contro il progetto è stato, come del resto lo era stato fin dal principio, l'architetto Giorgio Muratore. Perplessa l'archeologa Marina Mattei, Direttore di Palazzo Nuovo dei Musei Capitolini: rispetto all' ipotesi dello spostamento di cinquemetri del cantiere, ha osservato che sarebbe unamisura inutile: sia che si scavi verso il Muro Torto come verso la Casina Valadier, è ben prevedibile il rinvenimento di altri importanti reperti. La stessa opinione ha manifestato il nuovo Soprintendente capitolino, l'archeologo Umberto Broccoli. Che ha ricordato come il suo predecessore, Eugenio La Rocca, avesse manifestato analoghe perplessità già nel 2004. In generale si è ribadito che restano tutti i dubbi sull'utilità dell'opera. Ed a proposito dell'alternativa del Galoppatoio - ho chiesto al sindaco se se n'era discusso e mi ha risposto di sì, sia pureprecisando che erano state prospettate anchealtre ipotesi -Gianni Alemanno avrebbe detto chiaramente a Gioacchino Gabbutti che il mancato introito della vendita dei posti macchina - causata da una eventuale rescissionedel contratto - è cosa che non lo riguarda; perché lui non avrebbe mai varato un simile progetto. Aggiungendo che un accordo con la Saba, la società che gestisce il parcheggio sotto il Galoppatoio, porterebbe al Comune l'introito dei posti macchina aggiuntivi che la società sarebbe disposta a creare per venderli ai residenti. L'appuntamento per la memoria del giunta capitolina, ci ha detto il sindaco, sarà fissato entro la prossima settimana, ed avrà valore risolutivo. Notazione di colore: la lunga riunione di vertice è stata siglata dalle sirene dei pompieri accorsi per spegnere un principio d'incendio, che si stava sviluppando - presagio funesto? - dalle griglie d'areazione dei sotterranei dell' edificio di via Ostiense.