Il parcheggio al Pincio? Tra favorevoli e contrari la città si è spaccata a metà. È una divisione trasversale che passa tra forze politiche, architetti, storici, uomini di cultura Ma anche tra i comuni cittadini: un sondaggio on line fatto da roma. repubblica. it segnala che lidea non piace al 68 dei romani che ha risposto alla domanda: parcheggio sì o no. Anche se qualcuno pensa che il parking farà il miracolo di riportare le strade del centro al loro aspetto ottocentesco. A favore del no si sono schierati nomi importanti. Larchitetto Massimiliano Fuksas ha dichiarato netto: «Lopera non si deve fare. Anzi, non doveva nemmeno essere pensata». Per rispetto dei reperti trovati nel sottosuolo ma anche «perché Valadier vi ha realizzato un progetto straordinario». Gli fa eco Vittorio Sgarbi: «Bisogna conservare Roma come città monumentale, come città della civiltà classica e non come la Roma dei parcheggi». «Solo lidea mi rivolta», incalza Raffaele La Capria e Giorgio Muratore, uno dei saggi della commissione voluta da Alemanno per un parere sulla fattibilità dellopera, si indigna per la scelta di «infilare un palazzone di decine di metri zeppo di automobili in uno dei colli più fatati di Roma». Sullaltro fronte si è schierato con tutto il suo peso larcheologo Andrea Carandini: «Per me un parcheggio in centro vale la scomparsa di tante auto in sosta per le strade». Bisogna scegliere il male minore, spiega, ma non va provocata «inimicizia tra vita contemporanea e storia», che andrebbe a discapito di questultima. È con lui Vincenzo Cerami: «Il problema del traffico è mostruoso. Se cè un modo rispettoso dei beni culturali e archeologici di farlo, secondo me va fatto». La pattuglia dei favorevoli al parcheggio comprende il presidente di Roma Metropolitane Chicco Testa. «Quel parcheggio è stato previsto per realizzare la completa pedonalizzazione del Tridente. È lunico modo per far sparire le auto da via del Babuino o via di Ripetta». E dietro di lui cè una schiera di amministratori e di politici. Come il ministro ombra allambiente del Pd, Ermete Realacci, che sposa la linea Carandini e chiede di non bloccare tutto. O come il sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Giro che dichiara che se il Comune di Roma bloccherà quel cantiere, pagando la mora prevista e andando incontro a un danno erariale, allora bisognerebbe fermare anche i lavori per la metro C: «Non si vede perché al Pincio il parcheggio non si possa fare, stando ai reperti giudicati non rilevanti, mentre la metro C, ben più invasiva dal punto di vista archeologico, si può fare». A favore del parcheggio il capogruppo del Pd in Campidoglio Umberto Marroni, contro la «cultura del non fare che può bloccare la modernizzazione». Contrario il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto: «lidea è folle in sé per la devastazione che progetta di uno dei punti più straordinari di Roma. Ma contrari sono anche i verdi, con Angelo Bonelli - «i lavori vanno assolutamente fermati» - e i SD di Roma - «il parcheggio è inutile e dannoso». E nel giorno in cui il sindaco Alemanno, dopo aver incontrato i vertici dellazienda di trasporti capitolina e i membri della Commissione, che si è spaccata in due, ha deciso di rimandare la decisione, il ministro dei Beni Culturali Bondi fa sapere che oggi vedrà tutte le carte e poi deciderà, daccordo col sindaco.