SEMBRA quasi un nuovo Giorgio Morandi quello che il Museo a Palazzo dAccursio presenta ora, con il nuovo allestimento inaugurato ieri, dopo quasi un mese di chiusura. In agosto è stato smontato lo studio dellartista, che tornerà nella casa di via Fondazza, e sono stati scelti e staccati dalle pareti i 28 dipinti che faranno bella mostra dal 16 settembre prossimo al Metropolitan Museum di New York, in un poderoso omaggio al maestro bolognese, e che torneranno al Mambo dal 22 gennaio. Così nel rivoluzionare il percorso espositivo il direttore della Gam Gianfranco Maraniello, con laiuto di Lorenza Selleri (da tempo in forze al museo del palazzo comunale), ha proposto una nuova lettura delle opere del maestro bolognese, puntando alla confluenza dei diversi generi - pittura, incisione, disegno, acquerello - prima separati, e sottolineando meglio il processo di creazione delle opere, teso alla ricerca dellessenzialità e dellastrazione. Si entra così dalla Sala Farnese, arredata con nuove e più essenziali panchine di legno. E dopo lanticamera, con il bancone della biglietteria e il bookshop, ci si imbatte subito in una serie di disegni e incisioni che dialogano con la pittura, poi in una sala quasi monografica dedicata al tema dei fiori. Il percorso delle 88 opere non è più quindi cronologico e relega i dipinti più noti, e più scontati, solo nelle ultime stanze, a conferma di un percorso che mette in evidenza la ricerca compositiva dellartista che passa necessariamente anche attraverso le altre tecniche. E si vede come Morandi si sia avvicinato allinformale, arrivando allessenza del segno e del colore. «Abbiamo evidenziato la questione delle tecniche e dei generi per poi "superarla" - spiega Maraniello che ieri ha condotto la prima visita guidata al sindaco Sergio Cofferati - . Nelle ultime opere, con gli oggetti in negativo, Morandi esce dal problema della rappresentazione e nei dipinti del '63 è chiaro che pensa a Cézanne». Il percorso prosegue così tra rimandi e consonanze, cercando una continuità tra le prospettive del cortile di via Fondazza e il segno essenziale nei disegni delle nature morte. Una lettura che è piaciuta anche al sindaco Cofferati che esce dalla visita con un «ben fatto». «È una bella ed efficace riorganizzazione. Penso sia giusto offrire una chiave visiva ed interpretativa: linteresse dei visitatori può essere il più diverso da quello di chi cura e gestisce il museo ma è giusto che venga proposta unipotesi di lettura anche del processo creativo dellartista». Il percorso espositivo si rinnoverà alternando soprattutto nuovi disegni ma mantenendo la stessa logica e la stessa «grammatica». «Se è vero che le mostre sono dei testi - ha commentato ancora Maraniello - mi piace pensare che quella di Morandi sia una poesia, alla quale abbiamo tentato di dare una metrica». Lultima parte del percorso espositivo è affidato alle foto di Jean-Michel Folon con gli oggetti del suo studio quando ancora era in via Fondazza. E a questo il museo rimanda idealmente con un pannello alluscita che ricorda la riapertura della casa natale. Infine nuovi orari per il Museo Morandi che dallinizio dellanno ad oggi ha registrato 17178 presenze (in tutto il 2007 erano state 30210): dal martedì al venerdì 9-18.30; sabato, domenica e festivi 10-18.30. Ingresso sempre gratuito.