ROMA - È uno dei belvedere più emozionanti di Roma. Ed è diventato il Fort Alamo degli ambientalisti. Asserragliati da mesi in cima al Pincio per difendere il colle che saffaccia su piazza del Popolo dalla costruzione di una parcheggio interrato da 726 posti auto in venticinque metri di profondità. Il cantiere è aperto da un anno circa. Le polemiche sullimpatto paesaggistico, da molto prima. E ieri Gianni Alemanno ha dichiarato che nel consiglio comunale della settimana prossima, probabilmente martedì, svelerà se sarà pollice verso sul progetto ereditato, e mai digerito, dal sindaco Walter Veltroni, il parking alto sette piani che il presidente della sezione locale di "Italia nostra", Carlo Ripa di Meana, definisce con sdegno «garage». Il nuovo inquilino del Campidoglio ha deciso di prendere ancora tempo (la decisione era attesa per ieri) dopo lultimo, finale incontro con i cinque saggi da lui stesso nominati. E gli archeologi La Regina e Mattei, lingegner Rossi, gli architetti Muratore e Schiattarella, hanno rilasciato un definitivo, possibilista «non diciamo che non è possibile farlo», lasciando il solo Giorgio Muratore a ribadire che «quel progetto è una mostruosità». Alemanno ha ribadito che vuole fare «ulteriori accertamenti sia sul versante tecnico che sul versante procedurale e amministrativo». Liter burocratico è corretto? Si è fatto consegnare le carte dai suoi soprintendenti anche il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi che ieri, alla festa nazionale del Pd a Firenze, ha chiarito: «Avrò la documentazione completa entro stasera e domani mattina la esaminerò, poi ne parlerò con il sindaco di Roma. E prenderemo, come spero, una decisione di comune accordo». I due militano nel Pdl. Ma sul Pincio il ministro è a favore di una variante al progetto che permetta di fare il parcheggio rispettando la tutela archeologica e la salvaguardia del vincolo paesaggistico e monumentale risalente agli anni Cinquanta, consigliato in questo dal sottosegretario, e coordinatore di Fi a Roma, Francesco Giro, dichiaratamente ormai a favore («nulla osta alla realizzazione»). Ma le Soprintendenze statali non hanno dato mai un no definitivo al cantiere aperto lanno passato dalla Sac, vincitrice dellappalto che prevede il pagamento solo alla consegna (29 milioni di euro da racimolare vendendo i posti a chi abita, o lavora, nel Tridente). A salire per primi due anni fa sulle barricate, issate contro il progetto voluto dalla giunta Veltroni con lintenzione di pedonalizzare la zona sottostante, sono stati i soci di "Italia nostra". Ma da alcuni mesi il partito del «no» ha ingrossato le sue fila, assoldando forze a destra (Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera del Pdl) e a sinistra (i Verdi). E questo grazie anche allo scalpore per i ritrovamenti di resti dellantica Roma venuti alla luce questanno durante gli scavi condotti dagli archeologi dello Stato: un impianto idrico, forse termale, con vasche, canalizzazioni e gallerie voltate, che ancora ieri persino il quotidiano Independent ha definito "Una Pompei romana nel Pincio".