La necropoli di Tuvixeddu, uno dei più importanti contesti funerari ipogeici del mondo antico e testimonianza della Cagliari punica, poi romana, corre un rischio mortale sotto l'assalto della cementificazione. Il colle urbano, caratterizzato da migliaia di tombe che raccontano un'epocale vicenda paesaggistica, funeraria, architettonica e decorativa della città, sino a proporre pregevoli documentazioni moderne Liberty, sta subendo un ulteriore e forse definitivo affronto dopo cinquant'anni di devastazioni urbanistiche. La sentenza del Consiglio di stato riporta il complesso monumentale ai vecchi e inadeguati vincoli del 1997 che la regione autonoma della Sardegna, pur con gravi errori procedurali, aveva cercato di rendere congrui all'importanza dell'area: ma il pregio eccezionale del sito e la necessità di una tutela ben più ampia di quella legata all'accordo di programma del 2000 non possono essere messi in discussione. Straordinarie architetture cavate e decorate in affresco rendono Tuvixeddu in grado di far capire ciò che non è più documentato, in qualità e ampiezza, né a Cartagine né nel libano dei Fenici. Le molte centinaia di tombe rinvenute nel corso dei lavori del cosiddetto «parco archeologico», finalizzati in realtà a nuove e devastanti cubature, dimostrano come l'accordo di programma e i relativi vincoli apposti dalla Soprintendenza archeologica fossero assolutamente insufficienti e inadeguati, e oggi non più soste-nibili. Ci rivolgiamo al Ministero per i beni e le attività culturali, alla regione autonoma della Sardegna, al comune di Cagliari, perché fermino lo scempio della necropoli e dell'area, in violazione delle leggi nazionali vigenti e dei protocolli europei e Unesco sul patrimonio culturale e paesaggistico; perché non compromettano a livello internazionale tradizione e immagine dell'Italia e della Sardegna. Invitiamo le istituzioni a realizzare la tutela integrale dell'area, procedendo al restauro ambientale e archeologico dei danni infera', destinando il colle di Tuvixeddu a un'idea e a un progetto di città che difenda integralmente le proprie aree pregiate e proponga Cagliari, nel solco di una millenaria tradizione storica, come porta mediterranea aperta ai suoi grandi racconti storici. Chiediamo all'opinione pubblica, a studiosi e appassionati, a tutti i cittadini, alla rete asso-ciativa e alla grande tradizione di tutela del nostro paese di scendere in campo sottoscrivendo il nostro appello, vigilando affinchè vengano perseguiti e realizzati i seguenti obiettivi: - l'ampliamento dei vincoli su tutto il sito di Tuvixeddu sino almeno a quelli stabiliti di recente dalla regione autonoma e ora non più validi per via degli errori procedurali stabiliti dal Consiglio di stato; - l'eliminazione di ogni ulteriore edificazione nell'area; - la definizione di strumenti di salvaguardia condivisi e giuridicamente impeccabili; - l'acquisizione pubblica dei terreni di tutto il colle; - l'apertura di un dibattito sulla città, della quale Tuvixeddu rappresenta la più importante ma non certo l'unica area archeologica di grande rilievo, né l'unica a rischio; - la promozione di un grande concorso di idee per una destinazione e un utilizzo del sito compatibile con la sua natura, destinato ad arricchire la godibilità del nostro patrimonio culturale e paesaggistico e la qualità della vita urbana.
CAGLIARI - In difesa della necropoli di Tuvixeddu
La necropoli di Tuvixeddu, un importante contesto funerario ipogeico della Cagliari punica e romana, è in pericolo a causa della cementificazione. Il colle urbano, caratterizzato da migliaia di tombe, sta subendo ulteriori devastazioni urbanistiche dopo cinquant'anni di distruzioni. La sentenza del Consiglio di stato ha riportato il complesso monumentale ai vecchi vincoli del 1997, ma la necessità di una tutela più ampia non può essere messa in discussione. Le centinaia di tombe rinvenute nel corso dei lavori del parco archeologico dimostrano l'insufficienza degli accordi di programma e dei vincoli apposti dalla Soprintendenza archeologica.
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