IL DESTINO del "Ratto delle Sabine" sarà deciso entro la fine dell'anno. Da oggi fino a giovedì, il Soprintendente del Polo Museale, Cristina Acidini, ha deciso di far svolgere sulla celebre statua alta 4,10 metri - realizzata dal Giambologna nel 1583 e collocata sotto la Loggia dei Lanzi - le verifiche finali dell'attività di monitoraggio prevista sul gruppo scultoreo. Sulla statua verranno messi dei ponteggi temporanei che permetteranno, a esperti, di compiere i rilievi necessari alla conclusione dello studio. I controlli e le misurazioni, a cura degli Istituti di Ricerca e di Tutela interessati al progetto (Soprintendenza Polo Museale Fiorentino, Opificio delle Pietre Dure, Istituto Centrale del restauro, Istituto per la conservazione e la valorizzazione dei beni Culturali del CNR-Firenze, Università degli Studi di Perugia, Istituto Nazionale di Ottica- Firenze), chiudono il periodo di monitoraggio iniziato nel 2003, relativo al comportamento di alcune sostanze protettive applicate a campione sulla scultura in previsione di un eventuale trattamento completo. "Il nostro auspicio è di poterla lasciare all'esterno, ma dobbiamo trovare una formula che consenta di preservarla dal degrado a cui sta andando incontro - ha spiegato Magnolia Scudieri, funzionario della Soprintendenza responsabile del monitoraggio -. Dopo il restauro del 2001 abbiamo riscontrato dei deterioramenti: le parti più rovinate dell'opera sono quelle che rimangono esterne all'arcata da cui cade l'acqua sopra il Ratto". Esiste anche il problema del vento forte che proviene da via della Ninna e da Calima-la: "Entro dicembre capiremo se lasciarla qui o se verrà collocata agli Uffizi o al Bargello".