Secondo una storiella che descrive la differenza tra il paradiso e l'inferno, nel luogo della felicità eterna si ascolta musica tedesca, il cuoco è francese, l'amante italiano (propriamente, meridionale), il poliziotto inglese, l'organizzazione svizzera. All'inferno, invece, c'è musica francese, cucina inglese, polizia tedesca, amore svizzero, e organizzazione italiana. In quanto a lungaggini burocratiche, pratiche inevase, indecisioni amministrative, gli italiani sono davvero maestri. Gli stranieri fanno dell'ironia su di noi o ci offendono con parole degne di Metternich (vedi Der Spiegel, che più volte ci ha definiti mafiosi e nullafacenti). E ogni tanto giungono le provocazioni: «Se non siete all'altezza di tutelare le vostre opere d'arte, i vostri siti archeologici, i vostri musei, e (perfino!) le vostre città e regioni, le compriamo noi». E' accaduto (e accadrà ancora, vedrete) per l'area archeologica di Pompei (la volevano acquistare i tedeschi), per la reggia di Capodimonte a Napoli (si fecero avanti gli americani), per i templi di Paestum (una cordata di giapponesi) eccetera. CERTE VOLTE penso che l'Italia se la meriti proprio questa cattiva fama, e relative provocazioni. Nel 2000 sono stati trafugati da musei, enti pubblici e privati, chiese e altri luoghi d'arte ben 31.430 oggetti; l'anno seguente 21.720, e via di questo passo. Ma non è solo una questione di furti. Si imbratta una fontana storica (quella di Trevi) e un gruppo di intellettuali e uomini di spettacolo, invece di stigmatizzare l'accaduto, applaude: «Trovo che non sia stata una cattiva idea. Il problema delle città è di essere grigie» (Vattimo); «L'idea è geniale. Ha fatto una pubblicità enorme a Roma» (Morricone);«E'risorto Andy Warhoh(D'Agostino). Ma in che Paese di matti (o mentecatti) viviamo. Gente di tutto il mondo arriva a Pompei, soprattutto giapponesi, che si sobbarcano viaggi da Marco Polo. Giungono in una città unica al mondo, che vive di turismo e che accade?Sono costretti ad aspettare due ore sotto un sole rovente davanti ai cancelli degli scavi, perché... la Cisl ha indetto un'assemblea! CHE COSA racconteranno di noi al ritorno in patria? Quanto successo a Pompei, in qualche modo ricorda i fatti drammatici occorsi alla stazione ferroviaria di Napoli. Centinaia di passeggeri costretti a scendere da un treno ostaggio di un gruppo di delinquenti travestiti da tifosi di calcio. Arrivati a questo punto, meglio lasciarci comprare tutti. Io direi di scegliere la Svizzera: è vicina (è praticamente sotto casa), si parla anche italiano, e soprattutto è la nazione più efficiente d'Europa. Vi piace l'idea?
BENI CULTURALI - COSI NON PUÒ ANDARE, FACCIAMOCI COMPRARE DALLA SVIZZERA
Un articolo di giornale discute la cattiva fama che l'Italia ha in Europa, in particolare per quanto riguarda la protezione delle opere d'arte e dei siti archeologici. Secondo la storiella, il paradiso è dove si ascolta musica tedesca, il cuoco è francese, l'amante italiano, il poliziotto inglese, l'organizzazione svizzera, mentre all'inferno c'è musica francese, cucina inglese, polizia tedesca, amore svizzero, organizzazione italiana. L'autore sostiene che gli italiani sono "maestri" nelle lungaggini burocratiche e che gli stranieri fanno dell'ironia su di loro.
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