La lunga querelle sul parcheggio del Pincio oggi conoscerà una data importante. Il sindaco Gianni Alemanno incontrerà la commissione di saggi scelta dal primo cittadino per valutare l'impatto dei 700 posti auto sul giardino disegnato da Valadier per poter poi dare un giudizio definitivo entro la settimana. E di certo, sulle considerazioni della commissione, peserà anche la voluminosa documentazione presentata nel corso degli anni da Italia Nostra. Non solo. È di domenica la notizia che il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi ha acquisito il materiale relativo alla realizzazione del parking tramite il capo di gabinetto Salvatore Nastasi per avere «ogni elemento utile per una valutazione complessiva della questione». Una telefonata tra il sindaco e il ministro ha poi sancito piena collaborazione tra il Ministero e il Comune nell'attività di verifica. «Ammiro Sandro Bondi, lo considero da sempre un intellettuale sensibile, misurato e serio»: Carlo Ripa di Meana, presidente della sezione romana di Italia Nostra considera «un'ottima cosa» l'intervento del ministro in quello che definisce «lo scempio» del Pincio. «Che il ministro decida di occuparsi del dossier che ha una rilevanza italiana e universale, com'è l'opera di Valadier la trovo assolutamente positivo. Ovviamente - prosegue - mi auguro che il parere sia positivo». L'intervento del ministro «contribuirà -dice, ancora Ripa di Meana -ad approfondire il tema in questione con uno sguardo dall'alto. Se la questione di Valadier fosse rimasta solo nelle cronache romane sarebbe stato ingiusto per lo stesso Valadier. Da duecento anni - continua - migliaia di persone scalano il Pincio per ammirare l'angolo neoclassico della città». Insomma, una questione che raggiunge i piani alti, dopo essere stata una «partita tra i fautori dello scempio e i conservatori in nome dei posti auto». E se merito ci deve essere, che vada a due persone, sottolinea il presidente romano di Italia Nostra: «A Giuliano Ferrara, il merito di aver usato il Foglio per sostenere il Pincio, e a Sandro Bondi che riconosce giustamente il caso di Roma per non creare il precedente in altre città», conclude Ripa di Meana. Uno «scempio» come lo definiscono a Italia Nostra che prevede la costruzione di un parcheggio da 700 posti. Che stravolgerebbe anche il disegno della terrazza del Pincio, come dimostrato dalle simulazioni al computer che compaiono nella valutazione di impatto ambientale che accompagna il progetto esecutivo definitivo del 2004. Primo elemento di stravolgimento è la presenza delle griglie, una vicina all'altra su piazza Napoleone I, per la ventilazione del parcheggio e, soprattutto, per la fuoriuscita dei gas di scarico delle auto ospiti. Le elaborazioni realizzate al computer poi, mostrano gli interventi di riqualificazione del manto stradale di viale Trinità dei Monti, via Gabriele D'Annunzio via e piazzale dell'Obelisco. Nella relazione si spiega, poi, che «il Pincio è un luogo che si presta perché l'impatto è minore». L'ultima parola sul Pincio spetta quindi al sindaco, che dovrà decidere sul futuro di uno degli spazi più belli e visitati di Roma, il «gioiello» neoclassico della città.