A tre anni dall'acquisto da parte del Comune, torna in vendita Villa Bruno, immobile con vincolo di tutela monumentale. Allora la compravendita aveva fatto scalpore perché il complesso del XVIII secolo, composto da villa dominicale, rustici, cortile, giardino e brolo cintato da muro di sasso, il tutto adiacente a piazza Massalongo, nel centro storico del paese, doveva essere acquistato da un imprenditore edile locale ufficialmente per 300 mila euro. L'aveva messa in vendita, dopo un abbandono di anni, l'Istituto salesiano per le missioni, che lo aveva ricevuto per legato testamentario. C'era già stata la firma del rogito, ma nel frattempo la Soprintendenza per i beni architettonici e il paesaggio di Verona aveva comunicato al Comune che avrebbe avuto 30 giorni di tempo per esercitare il diritto di prelazione, cioè rendere nulla la vendita precedente e acquisire al patrimonio comunale l'immobile storico, per la stessa cifra pagata dall'imprenditore. La maggioranza guidata dal sindaco Marco Pezzotti, al suo primo mandato, non si fece sfuggire l'occasione ed esercitò il diritto di prelazione. C'era disponibilità di denaro contante, c'era un edificio storico in centro paese, sulla piazza dove si stavano restaurando Villa Pellegrini già sede del municipio, si stava costruendo la nuova casa comunale su progetto dell'architetto Paolo Portoghesi e si stava procedendo al restauro dell'edificio dell'ex catasto. Sembrava con Villa Bruno di chiudere il cerchio di un insieme di edifici che avrebbe completato su piazza Massalongo gli spazi necessari a tutti i servizi per i cittadini. Tanto più che l'offerta era a un prezzo vantaggioso e sarebbe stato ingenuo non cogliere al volo l'occasione. La decisione fu contestata dall'ex sindaco Mario Zampedri, in minoranza, che vi aveva visto «un danno economico per l'imprenditore, il quale avrebbe fatto altre scelte se avesse saputo le intenzioni dell'amministrazione poiché l'immobile era stato in vendita per tre anni e mai il Comune aveva prima manifestato interesse». «Il diritto di prelazione ci offre l'opportunità di entrare in possesso di un bene di straordinaria rilevanza e di trasformarlo in biblioteca comunale. L'operazione non è meschina», aveva risposto il sindaco Pezzotti, «perché segue la procedura di legge e non porta danno all'imprenditore, che sapeva del diritto di prelazione». Il Consiglio comunale di giovedì, alle 21, ha all'ordine del giorno l'alienazione di Villa Bruno, delle ex scuole di Marcemigo e della metà che resta dell'ex campo sportivo. «È vero che Villa Bruno era stata acquistata con l'idea di destinarla a biblioteca», spiega il vicesindaco Guido Pigozzi, «ma abbiamo trovato una sistemazione al piano terra di Villa Pellegrini e sfuma la destinazione per cui il bene era stato acquistato. Non è vero che la vendita servirà per il nuovo polo scolastico nell'area ex Italcementi, per il quale è stato avviato un mutuo e la cui spesa di sei milioni sarà coperta dal contributo regionale di un milione e 250mila euro e da un precedente mutuo di un milione di euro già sottoscritto allo scopo, nonché da altre sovvenzioni». La perizia su Villa Bruno non è ancora ufficiale, ma pare abbia valutato l'immobile 650mila euro: dall'operazione il Comune guadagnerebbe 300mila euro se, come pare, dalla Soprintendenza non verrà nessun divieto alla vendita.