Qualche giorno fa il Ministro per i beni e le attività culturali Bondi ha posato, simbolicamente, la prima pietra del nuovo Palazzo del Cinema presentato come lindispensabile soluzione ai problemi della Mostra cinematografica veneziana. A fronte della sostanziale uniformità di pareri positivi manifestata dai partiti politici, numerose Associazioni ambientaliste esprimono una profonda contrarietà alla realizzazione di questopera, per come è stata concepita e condotta. Molti abitanti del Lido, uomini e donne di cultura ed anche alcuni rappresentanti de La Biennale più volte hanno criticato la possibilità di valorizzare e rilanciare la Mostra del Cinema con la costruzione di un nuovo edificio. Loperazione di reperimento fondi (vendita dellOspedale al Mare dallULSS al Comune e dal Comune ai privati) appare quantomai discutibile e coprirà, in ogni caso, solo una minima parte dellingente spesa prevista (circa 70 milioni di euro), così come le somme stanziate dal Ministero per i beni e le attività culturali e dalla Regione Veneto. La scelta dei sito per la costruzione del Palazzo comporterà labbattimento di una cinquantina di maestosi pini che connotano e valorizzano tutto il piazzale dei Casinò e la distruzione di una parte del vicino parco pubblico. Rischiano di essere compromessi, essendo la nuova costruzione in parte seminterrata, anche i resti del forte ottocentesco esistenti nel sottosuolo di quellarea. Ecco perche queste associazioni ritengono che soluzioni alternative meno impattanti paesaggisticamente e, soprattutto in un periodo economico così difficile, meno dispendiose, avrebbero potuto e dovuto essere ricercate con attenzione.
VENEZIA - Nuovo Palazzo dei Cinema, gli ambientalisti sono contrari
Il Ministro per i beni e le attività culturali Bondi ha posato la prima pietra del nuovo Palazzo del Cinema, progetto che ha suscitato critiche da parte di associazioni ambientaliste e abitanti del Lido. La costruzione prevede la vendita dellOspedale al Mare e la distruzione di una parte del parco pubblico e dei pini che connotano il piazzale dei Casinò. La scelta del sito comporterà anche il compromesso dei resti del forte ottocentesco esistenti nel sottosuolo. Le associazioni ritengono che soluzioni alternative meno impattanti e meno dispendiose avrebbero dovuto essere ricercate.
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