Sotto la spinta dei ritrovamenti degli antichi resti e delle nuove polemiche sullimpatto ambientale, il parcheggio del Pincio arretra. Ma non più di cinque metri. Sufficienti a mettere in salvo larcheologia. Ma anche i posti auto: ossia le 726 soste, da vendere per il 70 per cento ai residenti della zona, indispensabili per garantire la pedonalizzazione del Tridente. Sono questi i punti fondamentali del "piano B", la variante al progetto per salvare il parking, che oggi pomeriggio negli uffici dellAtac verrà calato sul tavolo del confronto organizzato da Gianni Alemanno, un attimo prima che il sindaco decida di dare il verdetto definitivo su vita o morte del cantiere ereditato, ma non condiviso, dalla giunta di centrosinistra. Nel giorno in cui "Italia nostra", al grido di "Viva Valadier", organizza unaltra manifestazione in difesa del Pincio - spostando stavolta lattenzione sulla tutela monumentale e paesaggistica del colle ridisegnato nellOttocento dal grande architetto romano (appuntamento stamattina alle 11 alla Casina dellOrologio) - , Alemanno analizza la variante progettata seguendo le indicazioni delle Soprintendenze statali: «Se non toccate i resti, nulla osta alla realizzazione». Insieme con i cinque saggi da lui nominati, e con i responsabili dei vari dipartimenti comunali, il sindaco deve decidere sulla proposta di spostare di circa cinque metri, e in direzione sud-est, linvaso di sette piani: la variazione metterebbe fuori dal perimetro del mega parking quel 30 per cento di reperti archeologici rinvenuti, soprattutto verso il Muro Torto, durante le indagini condotte dalla Soprintendenza archeologica statale; e il "piano B" prevederebbe anzi, come avvenuto per la "Stazione archeologica Duomo" in corso di realizzazione per la metro a Napoli, la musealizzazione del criptoportico e delle altre strutture rinvenute, che diverrebbero accessibili direttamente dai piani del parking. La traslazione dello scavo verso linterno del colle si basa anche sui carotaggi che, per la zona interessata dallo spostamento, rivelano "terreno sterile", ossia assenza di preesistenze archeologiche: ma certo è che gli esperti della Soprintendenza scenderanno anche lì sotto per vederci chiaro prima di togliere il disturbo. Nonostante questo il "piano B" prevede la consegna del prodotto - che costerà 30 milioni di euro ma garantendone altrettanti, eseguita la vendita dei posti auto - entro i 30 mesi previsti dal contratto. Sul tavolo dellAtac oggi saranno vagliate però anche altre ipotesi. Come lo spostamento di tutto il progetto in unarea vicina ma completamente priva di preesistenze, mantenendo budget e ditta vincitrice dallappalto, così da evitare il rischio della penale da 10 milioni di euro.