Chiuso e sigillato. Un abuso, in pieno centro, a due passi dal Comune e a ridosso della galleria Umberto. Il grande dehor in via Santa Brigida del caffè Salone Margherita è stato sequestrato dai vigili urbani. È il primo sequestro operativo in città. I vigili della VI unità operativa hanno chiuso con i sigilli la veranda in vetro e ferro. Non è autorizzata. Non ha il parere della Soprintendenza e secondo i rilevi dei vigili non rispetta neanche le prescrizioni del Comune: è fuori misura, invadente e troppo massiccio. Il proprietario, Alfredo Barbaro, si è rifiutato di firmare il verbale di sequestro. «Io non voglio inimicarmi nessuno - dice il titolare dellex bar Pippone, ritrovo storico dei tifosi biancoazzurri - ma dico solo che se ho costruito quel gazebo non è per danneggiare Napoli o fare un abuso. Non è nei miei toni. Quando sono venuti i vigili e mi hanno detto che non era regolare ho chiesto di smontarlo, ma loro non hanno voluto. Sono molto deluso». Più arrabbiata la figlia, Valeria Barbaro: «Prima avevamo ombrelloni e pedana, una struttura meno invasiva, ma i vandali ci tormentavano. Perfino i ragazzini che giocano a pallone nella galleria ci prendevano di mira. Fino a quando non hanno dato fuoco a tutto e allora abbiamo costruito la veranda. Ma di chi è la colpa se in questa città anche le cose più semplici diventano complicate? Soprattutto per chi investe energie, passione e soldi». Il tenente Gaetano Frattini e i due agenti hanno sequestrato, nella stessa mattinata di ieri, anche tre gazebo in piazzetta Rodinò. Le strutture dellOrange, del Cocoloco e di Rodinò 28 sono irregolari perché non hanno lok della Soprintendenza. In questo caso, però, sigilli solo sulla carta, con una contravvenzione e la facoltà duso.