Nasce il comitato dei parlamentari del Lazio per la piccola e media impresa. E' stato infatti accolto da numerosi parlamentari eletti nella nostra regione l'appello delle due grandi associazioni delle piccole e medie imprese, la Federlazio e la Cna Roma, per un intervento normativo e legislativo a tutela delle aziende. La decisione di costituire un comitato bipartisan è stata presa nell'incontro svoltosi ieri a Palazzo Marini, fra il presidente di Federlazio, Massimo Tabacchiera, il presidente delle imprese edili della Cna, Alessandro Maruffi e il presidente della sezione edile della Federlazio, Furio Monaco e il vice presidente della Camera, Publio Fiori, già coordinatore del comitato parlamentare per Roma Capitale. «Istituiremo un comitato parlamentare in grado di accogliere le istanze dei piccoli e medi imprenditori - annuncia Publio Fiori - coinvolgendo anche Storace, Veltroni e Gasbarra e presenteremo un documento comune al ministro Lunardi». Presenti all'incontro anche i parlamentari Loredana De Petris, Walter Tocci e Giorgio Pasetto, mentre hanno già aderito Mario Pescante e Mauro Cutrufo. Una situazione difficile, quella delle 22 mila imprese romane e laziali di piccole e medie dimensioni, dovuta al rapporto definito "impossibile" con gli istituti bancari e alla legge Obiettivo che, con l'introduzione del General Contractor, vengono di fatto penalizzate dalle grandi imprese. «La legge obiettivo - spiega Furio Monaco - è stata approvata con l'intento di accelerare l'iter realizzativo delle opere considerate strategiche tramite l'introduzione di una disciplina speciale, tuttavia dopo un primo periodo di fiduciosa attesa, le piccole e medie imprese si sono ritrovate una legge che le esclude dal mercato». Il problema ravvisato dalle categorie di settore è che si è voluto trasferire il modello della società di servizi nel mondo imprenditoriale: un'unica grande società che si aggiudica l'appalto e poi subappalta i lavori, creando così un mercato poco controllabile e un doppio binario, da una parte le grandi opere pubbliche, con finanziamenti da capogiro accorpati in unici appalti, dall'altro gli interventi ordinari che continuano a scontare le solite lungaggini burocratiche. «Se due associazioni come le nostre - sostiene Massimo Tabacchiera - che rappresentano oltre 20 mila aziende e 100 mila addetti, condividono le stesse preoccupazioni, significa che è arrivato il momento di fare qualcosa». -Le proposte delle due associazioni sono già pronte: il divieto di accorpare in un unico grande intervento opere che possono essere oggetto di singole gare d'appalto; obbligo del generai contractor di associare per una quota di almeno il 20 per cento imprese senza requisiti di idoneità e l'obbligo di garantire i subcontraenti del GC.
Maxi appalti anche alle piccole imprese
Il comitato dei parlamentari del Lazio per la piccola e media impresa è stato istituito. L'incontro tra i presidenti delle due associazioni delle piccole e medie imprese, Federlazio e Cna Roma, e il vice presidente della Camera, Publio Fiori, ha portato a questa decisione. Il comitato sarà coinvolgente anche Storace, Veltroni e Gasbarra e presenterà un documento comune al ministro Lunardi. Le piccole e medie imprese del Lazio si sono ritrovate in una situazione difficile a causa della legge Obiettivo, che ha introdotto il General Contractor e ha penalizzato le piccole e medie imprese.
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