Dopo anni di studi e dibattiti, si è scelta dunque una via di mezzo, che eviti leffetto finto-nuovo di una ricostruzione integrale, ma ponga riparo nella misura possibile a danni arrecati in questi anni anche da interventi poco rispettosi per far passare tubi di nuovi impianti, sostituire infissi, rattoppare progressivi cedimenti delle decorazioni e degli stucchi. Queste, le intenzioni: iniziare appena terminerà, dopo due proroghe, lallestimento in corso dellUltima Cena di Greenway e finire i lavori entro il 2009. Lo conferma la Sovrintendenza regionale, direttamente coinvolta nel lavoro di risistemazione di quella che fu una delle più belle sale da ballo neoclassiche dEuropa, realizzata nel 1773 dal Piemarmarini per la corte austriaca ma semi distrutta durante lultimo conflitto. Finanzierà i primi interventi con un milione di euro, già in cassa da un paio di anni, provenienti dal ministero dei Beni Culturali. Serviranno per agire su tre pareti della sala, lavoro affidato allIstituto Centrale di Restauro. Un altro milione di euro circa dovrà metterlo il Comune, in modo da completare il quarto muro, gli impianti, il pavimento, il soffitto. Non ci sono più gli stucchi, gli ori, gli affreschi e i dipinti - come quelli di Andrea Appiani e Francesco Hayez sulla volta - e anche la famosa balconata che rendevano questo ambiente regale scintillante e prezioso, meta di balli e ricevimenti sfarzosi. Restano, nel palcoscenico del salone lungo 40 metri, largo 15 e alto 18, pareti rose e scrostate, mattoni a vista e solo una parte consunta delle 18 statue di divinità di Giuseppe Franchi della quaranta Cariatidi di Gaetano Callani, figure maschili e femminili che sostenevano la balconata lungo il perimetro. Una eredità dei bombardamenti del 5 agosto 1943, durente i quali uno spezzone incendiario diede fuoco al tetto, distruggendo soffitto e dipinti sulla volta e lasciando per mesi il salone esposto alle intemperie. A lungo si è discusso come restaurare questa parte di Palazzo Reale (riportarla alle condizioni originali o mantenerla come testimonianza della storia), uno dei più importanti tasselli della reggia quasi completamente risistemata (a parte questa sala, appunto, e la sala del trono). Gli ultimi lavori si dovrebbero chiudere alla fine dellanno, ha assicurato il sindaco Letizia Moratti presentando laltro giorno 15 stanze dell"Appartamento di riserva" appena restaurate. Ma come si procederà con la Sala delle Cariatidi? Responsabile dei lavori è Gisella Capponi, dellIstituto Centrale di Restauro, assieme allarchitetto Libero Corrieri, che hanno già eseguito delle prove di risanamento a campione su una parete. «Si ipotizzano diverse possibilità, alcune tracce di devastazioni potranno esser rimosse, altre no - dicono dalla Sovrintendenza regionale - . Vedremo come procedere, senza rifare, per presentare al meglio la testimonianza storica, anche dei bombardamenti, che questa sala conserva». Tra gli interventi anche il ripristino, secondo le sagome originali, degli infissi malamente sostituiti in epoca recente e il recupero di stucchi e decorazioni. «Le ferite lasciate dalle bombe rimarranno visibili nel restauro, per conservare questa immagine della sala, cosa che potrebbe anche sembrare contraddittoria ma non lo è - aggiunge Alberto Artioli, sovrintendente ai beni ambientali e architettonici - . Sarà unoperazione da certosini, si procederà centimetro per centimetro, ripulendo e in parte reintegrando le parti degradate». Occorrerà poi stabilire come intervenire sul tetto (rifatto in tutta fretta in cemento armato negli anni 50 e coperto da una finta volta in gesso) e sul pavimento: copia realizzata nel dopoguerra delloriginale in seminato, ora ha vistose toppe e sollevamenti.