Stop alla circolare sui vincoli paesaggistici in Sicilia. Stop perché, dice lassessore ai Beni culturali, Antonello Antinoro (Udc), «è arrivato il momento di coniugare la tutela con lo sviluppo». Per farlo serviva prima di ogni cosa revocare la circolare di due anni fa che faceva ordine sui vincoli, e tutti i vincoli apposti di conseguenza. Ma in ventiquattro mesi sono arrivate novità sostanziali, sottolineano dalla Regione. E cioè la necessità di adottare le modifiche del codice Urbani che hanno evidenziato il principio di sussidiarietà per gli enti locali ma anche per i privati che devono concorrere al rispetto e alla tutela dei beni. Nellambito della tutela del paesaggio viene evidenziato il valore della conservazione ma viene contestualmente elevata, pure quella a valore, la trasformazione del paesaggio sebbene nel rispetto dei vincoli ambientali e paesaggistici. «Il 72 per cento del territorio siciliano per ventanni è stato giustamente sottoposto a tutela - afferma lassessore Antinoro - Questo ha consentito di salvaguardare la nostra Isola da scempi edilizi assai maggiori di quelli che sono stati perpetrati. Ma adesso è arrivato il momento di coniugare la salvaguardia del patrimonio ambientale con lo sviluppo». Addio dunque ai vincoli finora in vigore. Si ricomincia daccapo e si valuta caso per caso, località per località. Antinoro azzarda il primo esempio: «Si pensi al Comune di Carini. Per via del suo meraviglioso castello lintero paese è stato sottoposto a vincolo e questo, inevitabilmente, ne ha frenato lo sviluppo. Rivedere quel vincolo non significa certo danneggiare il paesaggio che ospita il castello ma migliorare la qualità della vita del comune stesso». La circolare cancellata da Antinoro era stata firmata il 16 febbraio 2006 dallassessore del tempo, il forzista Alessandro Pagano. Per giustificarne la soppressione, il nuovo assessore sottolinea nellatto pubblicato in Gazzetta ufficiale che la Corte costituzionale fa chiarezza sulla definizione di "paesaggio": «Non si esaurisce nel concetto astratto di "bellezze naturali" ma include linsieme di beni materiali che insistono su un territorio e lo caratterizzano sia storicamente che geograficamente». Fra i beni materiali sono pronti a entrare a pieno titolo gli impianti per lenergia eolica. Anche di questi si parla nel provvedimento di Antinoro. Perché se è giusto tutelare il paesaggio è altrettanto giusto tutelare la «salubrità ambientale, che può derivare dalla produzione di energia elettrica non inquinante». Considerazione, questa, che ha fatto vincere alle imprese private che realizzano parchi eolici decine di ricorsi al Tribunale amministrativo regionale. «Quasi tutti gli impianti che abbiamo realizzato in Sicilia sono passati dal Tar - afferma Salvo Moncada, titolare di unazienda di energia eolica - Le concessioni spesso sono arrivate dopo uno stop della Soprintendenza». Ma dora in avanti questi ostacoli potrebbero non arrivare più o almeno non arriveranno con la frequenza fin qui registrata. Anche perché la Regione si è ritrovata in più occasioni a dovere pagare le spese legali dopo che il Tar le aveva dato torto. «La nuova circolare - sottolinea ancora Antinoro - dà indicazione alle soprintendenze di mantenere forti i valori insiti nella nostra terra con una attenzione particolare alla trasformazione come elemento in più nella valorizzazione dei beni. Ogni provvedimento da adottare però dovrà essere pianificato con lassessorato al Territorio e ambiente».