Larcheologa Rita Paris, responsabile per lAppia antica della Soprintendenza di Roma, interviene sul caso della villa-scempio descritto ieri da Repubblica. Racconta di aver subito «pressioni di ogni genere» in seguito alla prelazione che ha esercitato sulla tenuta messa in vendita dai Salabè. «Premetto che lavoro sulle pratiche e non contro le persone. E che non ci stiamo accanendo contro i privati, poiché attuiamo la prelazione solo nei casi di vendita spontanea». Così è stato per la Villa dei Quintili. E con i Salabè? «Nel giugno 2001 la Frasa dei Salabè ci ha notificato - dato che tutta larea è vincolata dal 1995 - che mettevano in vendita la proprietà. Ma la vendita è stata realizzata pochi giorni dopo a vantaggio della società Posta del Borgo, di Andrea Meschini, senza rispettare i 60 giorni di tempo previsti dalla prelazione. Da quel momento, è iniziata una vera battaglia». Con quali armi? «Le mie armi sono state ore e ore alla scrivania, nel rispondere a infondate e diffamanti dichiarazioni, per spiegare le ragioni delle azioni mirate esclusivamente a tutelare e acquisire al pubblico parti del parco dellAppia. Loro, hanno prodotto una serie interminabile di ricorsi e sono intervenuti presso i miei superiori con i quali ho dovuto giustificare il mio operato. E ci sono state due interrogazioni parlamentari, del senatore della Margherita Giuseppe Vallone, relative a questa prelazione ma anche a quella di Capo di Bove, di proprietà fino al 2002 della famiglia Streccioni». Cosa volevano sapere? «Mi hanno chiesto perché lo Stato fosse interessato a queste proprietà. Perché? Siamo nella tenuta della Farnesiana, che il Piano di assetto del Parco regionale dellAppia Antica prevede diventi tutto di proprietà pubblica. E a Capo di Bove a fine ottobre apriremo completamente al pubblico, gratuitamente, la villa grande, e renderemo consultabile lArchivio di Antonio Cederna». Cè un errore nel vincolo della proprietà già dei Salabé? «Il vincolo fu notificato alla Frasa su tutte le particelle catastali. Ma allUfficio del registro fu fatto un errore materiale per cui, su alcune particelle, il vincolo è stato riportato alla vecchia proprietà, la Farnesiana srl». Poi ci sono gli abusi edilizi, inizialmente condonati. Perché? «Un mese prima dellatto di vendita, LUfficio condono edilizio del Comune ha rilasciato concessioni edilizie in sanatoria ma senza consultare il parere delle due Soprintendenze, larcheologica e la monumentale. Dopo varie mie segnalazioni, e riscontrato lerrore, le concessioni in sanatoria sono state ritirate». Cosa chiede al Demanio? «Di acquisire rapidamente larea utilizzando i 425mila euro pronti dal 2001. Non verranno spesi tutti, perché su alcune particelle catastali cè stato lerrore di registrazione. Ma quando entreremo in possesso di quelle vincolate, potremo provvedere alla demolizione degli abusi che vi si trovano».
ROMA - sui casi di abusivismo lungo l'Appia pressioni sulla Soprintendenza
Larcheologa Rita Paris, responsabile per lAppia antica della Soprintendenza di Roma, ha parlato del caso della villa-scempio descritto ieri da Repubblica. Ha sottolineato che il suo ufficio ha subito pressioni di ogni genere dopo aver esercitato la prelazione sulla tenuta messa in vendita dai Salabè. Paris ha affermato di lavorare sulle pratiche e non contro le persone, ma ha anche sottolineato che l'ufficio ha attuato la prelazione solo nei casi di vendita spontanea. Ha descritto la battaglia che è iniziata dopo la vendita della proprietà a vantaggio della società Posta del Borgo, di Andrea Meschini, senza rispettare i 60 giorni di tempo previsti dalla prelazione.
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