Spesso vengono vissute come una scocciatura dai turisti e dai visitatori che alla fine del percorso devono perdere tempo per compilare il questionario. Ma forse non sanno che le risposte non saranno accantonate. Oltre a rappresentare unutile cartina tornasole per i vertici della Fondazione Musei, contribuiranno a determinare il premio di risultato dei dipendenti di Palazzo Madama, Borgo Medioevale, Gam e, in futuro, del Museo dArte Orientale. E non una quota irrisoria e simbolica, ma il 30 per cento circa dellextra annuale che arriverà sui conti correnti dei circa 200 dipendenti della Fondazione. Il criterio fa parte del contratto integrativo dei musei torinesi che sindacati e Fondazione dovrebbero firmare martedì, salvo complicazioni. Ma ormai la trattativa è conclusa e la bozza daccordo è stata messa a punto. A quanto ammonta il premio? A circa una mensilità, pari a 1.200 euro. E nella definizione della quota che riceverà ciascun dipendente verrà pesato anche il giudizio dei visitatori, attraverso i questionari. Giudizio che varrà circa 400 euro. Le risposte verranno vagliate dai vertici della Fondazione sia per capire landamento in generale dellente sia per determinare il livello di soddisfazione dei turisti museo per museo. «Ci sembra un criterio equo - spiega Dante Ajetti della Funzione Pubblica della Cgil - è già stato sperimentato e, se mediato in maniera corretta dallente, funziona. Per noi va bene renderlo stabile. In una battuta siamo più realisti di Brunetta, premiamo il merito». Escludendo però gli eccessi: mediare per il sindacato vuol dire escludere i giudizi o i suggerimenti bizzarri, di chi magari visita la Gam e ha in mente il Prado di Madrid, paragone che può influenzare le risposte e mettere in forse il premio dei dipendenti. La Cgil esprime un giudizio positivo sullandamento della Fondazione. Tutti i contratti a termine sono stati stabilizzati, mentre più della metà di quelli assunti con un salario di ingresso minore rispetto al minimo sono passati di categoria. Nel contratto integrativo si affrontano anche i nodi della aperture straordinarie, la sera oppure per le notti bianche. Unico neo? Il futuro del Museo dArte Orientale, che aprirà i battenti il 5 dicembre. La Fondazione ha intenzione di esternalizzare i servizi, tranne quello della biglietteria, a cooperative esterne per contenere i costi. Una strategia che fa storcere il naso ai sindacati che preferirebbero lassunzione di dipendenti diretti per far fronte alle necessità del nuovo polo. «Visti i risultati fin qui ottenuti - dica Ajetti - sarebbe il caso di continuare su questa strada senza creare sacche pericolose di lavoro precario».