La collezione fu messa insieme da un dirigente di banca romano poi caduto in rovina Trenta pezzi bellissimi comprati sul mercato antiquario nellOttocento tornano per la prima volta a Cortona. Si festeggia così il raddoppio del museo di Palazzo Casali Cortona si prepara ad accogliere trenta ospiti deccezione. Come le stelle del Bolshoi, che hanno aperto un mese fa un indimenticabile Tuscan Sun Festival, arrivano dalla Russia. Ma invece di appartenere al presente, rappresentano memorie e gioielli del passato. Sono i capolavori dellarte etrusca raccolti dagli zar e custoditi oggi allErmitage di San Pietroburgo, dalla prossima settimana nella cittadina toscana per una mostra che vuole celebrare al tempo stesso linaugurazione di sei nuove sale del Maec, il Museo dellaccademia etrusca della città di Cortona ospitato nel trecentesco Palazzo Casali, in piazza Signorelli, dove per la prima volta saranno esposti anche i reperti trovati nella sorprendente necropoli etrusca scoperta per caso tre anni fa nellarea archeologica del Sodo. La mostra, curata da Elena Ananich, Nadezda Gulyaeva, Paolo Bruschetti e Paolo Giulierini e organizzata da "Villaggio globale international", sarà inaugurata domenica 7 settembre alle 17 e rimarrà aperta fino all11 gennaio (tutti i giorni fino al 31 ottobre dalle 10-19, dal 1 novembre solo dal martedì alla domenica dalle 10 alle 17, ingresso mostra più museo 10 euro; 13 il biglietto cumulativo con Cortonantiquaria fino al 14 settembre, info su www.cortonamaec.org). Un evento che rappresenta un omaggio allantica terra di Lucumonia da parte del grande museo di San Pietroburgo, ma che vuole segnare anche lavvio di una collaborazione scientifica, attraverso la Fondazione Ermitage Italia, tra due realtà che vantano una grande tradizione nel campo degli studi e della ricerca archeologica, oggi più che mai impegnate. Fra le trenta opere, la più importante è senza dubbio unurna cineraria in bronzo, raffigurante le forme aristocratiche e bellissime di un adolescente disteso su un kline. Databile allinizio del IV secolo a.C., rinvenuta in una necropoli nei pressi di Perugia nel 1842, ha fatto parte della collezione del marchese Campana, direttore di un istituto di credito romano e appassionato archeologo dilettante, prima di essere da questi ceduta, per difficoltà finanziarie, allo zar Alessandro I nel 1861. Tra i capolavori assoluti della plastica etrusca di età classica, tornerà per la prima volta grazie al prestito dellErmitage nella sua terra dorigine. E poi vasi di rara bellezza e ottimo stato di conservazione, prodotti nelle più importanti botteghe ceramografe di Vulci e Cerveteri, in bucchero o decorati a figure nere e rosse, e ancora urnette in terracotta di produzione chiusina, statuette votive raffiguranti sacerdoti, arcieri e divinità, due bellissimi specchi con figure incise e infine unelaborata decorazione di carro in bronzo, in forma di divinità solare, parte anchessa della collezione Campana.
CORTONA - Tornano a casa i tesori dello zar
La mostra "Etruschi, arte e cultura" sarà inaugurata a Cortona il 7 settembre e rimarrà aperta fino al 11 gennaio. La collezione di 30 pezzi è stata messa insieme da un dirigente di banca romano e include capolavori dell'arte etrusca, come unurna cineraria in bronzo e vasi di rara bellezza. La mostra è curata da Elena Ananich, Nadezda Gulyaeva, Paolo Bruschetti e Paolo Giulierini e organizzata da "Villaggio globale international". La mostra rappresenta un omaggio all'antica terra di Lucumonia da parte del grande museo di San Pietroburgo e segna l'inizio di una collaborazione scientifica tra il museo e la Fondazione Ermitage Italia.
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