ROMA - Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi ha chiesto al Comune di Roma «di fornire ogni elemento utile per una valutazione complessiva» sul parcheggio della discordia: i 720 posti auto nel cuore del Pincio, il colle che saffaccia su piazza del Popolo, dove questanno sono stati trovati resti dellantica Roma. Alemanno, che non ha mai amato il progetto, ha fatto slittare il consiglio comunale di dopodomani: martedì si riunirà ancora con i saggi e i tecnici prima di decidere, entro fine settimana, su vita o morte del cantiere. «Voglio ringraziare il ministro Bondi - dice Alemanno - per linteressamento. Sono sicuro che la nostra collaborazione porterà una spinta decisiva verso la soluzione di una questione così delicata per Roma». Delicata per la città - il progetto è stato approvato dalla giunta Veltroni in cambio della pedonalizzazione dellarea sottostante - ma anche per la maggioranza di centrodestra. Contro il cantiere (e al fianco di "Italia nostra" e dei Verdi) si è schierato il capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto. A favore, il sottosegretario ai Beni culturali, lazzurro Francesco Giro. Che ieri ha dichiarato: «Se il Campidoglio decidesse di bloccare il cantiere, per logica conseguenza io mi dovrò opporre al proseguimento dei lavori della stazione metro C a piazza Venezia, sotto cui sono presenti più reperti antichi che al Pincio». Secca la risposta di Alemanno: «Non vedo alcun collegamento tra le due vicende: solo nel caso della metropolitana è assolutamente evidente linteresse pubblico dellopera».