LUCCA. A prezzo simbolico di un euro, alla richiesta di un milione e mezzo. In poche settimane è cambiato il valore attribuito alla casa natale di Giacomo Puccini, struttura comunque fondamentale nel percorso musicale-culturale e museale che dovrebbe diventare uno dei perni della promozione turistica mirata al turismo di qualità. A primavera la nipote del maestro, Simonetta Puccini, pareva disposta valutare l'opportunità di cedere alla cifra di un euro la casa del maestro. A patto però che andasse alla Fondazione Cassa di Risparmio e non alla Fondazione Puccini o al Comune, con cui l'erede è in conflitto da anni. La replica era stata la decisione della Fondazione di ricorrere contro la sentenza che attribuiva a Simonetta anche gli arredi, di cui la Fondazione sostiene invece di essere proprietaria. Risultato: nuovo braccio di ferro, nonostante i tentativi di dialogo avviati dal sindaco Mauro Favilla, e casa natale chiusa. Per lo scandalo delle migliaia di turisti che, arrivati davanti all'ingresso, hanno trovato solo qualche indicazione sull'impalcatura che avvertiva che il museo era «closed». Davvero una bella accoglienza nel tanto celebrato 150 della nascita di Puccini. Ritenendo, a ragione, che la situazione non sia più tollerabile, il coordinamento comunale di Forza Italia chiede ora al sindaco di rompere gli indugi e di comprare la casa natale del compositore, in corte S. Lorenzo. «È necessario garantire una nuova partenza delle sorti pucciniane della città, giunti quasi al termine di questo anno di celebrazioni, affinché il 2008 non rimanga uno spot felice, ma isolato nel panorama delle iniziative musicali della città - dice Forza Italia -. Da giugno forse la città sente meno la mancanza della casa natale grazie allo spazio museo a tempo allestito in onore del maestro a Palazzo Guinigi che, nonostante la tiepida e tardiva collaborazione di alcune forze cittadine, sta riscuotendo il giusto successo di pubblico e di critica musicologica. Ma Lucca ed il crescente turismo pucciniano hanno bisogno di un punto di riferimento più solido per riallacciare il legame tra la storia della nostra città e la vita del più celebre compositore di tutti i tempi in modo indelebile». Per il coordinamento azzurro però non c'è c'è via di risoluzione né prospettiva di sviluppo, se i toni restano quelli dello scontro: «Per troppi anni l'amministrazione comunale ha scelto la via dello scontro legale piuttosto che quella del dialogo con la signora Puccini e, soprattutto, del coinvolgimento diretto dell'erede del maestro nelle azioni di promozione della nostra città. Siamo giunti ad un bivio e l'unica scelta possibile è cogliere la possibilità che la signora Puccini sta offrendo alla nostra città con la sua proposta di vendita dell'immobile e dei cimeli del maestro la cui proprietà, ad oggi, è attribuita all'erede. Probabilmente l'importo richiesto pari a 1.500.000 euro vale lo sviluppo della nostra città quanto qualunque altra opera essenziale al nostro territorio e non potrà esserci nessuno altro che potrà sostituirsi al Comune in questo». Forza Italia ritiene che la decisione sia da portare al giudizio del consiglio comunale, ma giudica irrinunciabile l'acquisizione, anche alla luce delle sollecitazioni delle categorie economiche e sociali. «Se vogliamo fare di Lucca la città della musica, come previsto dal programma del sindaco Favilla, l'acquisizione è l'unica strada. Quanto al rapporto con la signora Puccini riteniamo che sia e debba essere una di noi, il valore aggiunto, il legame vivente tra ciò che fu e ciò che è, la garanzia della salvaguardia del prestigio del nome del maestro. Simonetta deve essere l'insostituibile ambasciatrice della città, l'unica che sintetizzi il valore e lo spessore della vita del maestro in Italia e nel mondo e che possa, quindi, promuovere al meglio il nome del nonno e della nostra città all'estero, con le modalità che lei stessa vorrà indicare». Pronto al dialogo, ma non ai regali, pare Alessandro Tambellini (Pd) componente della Fondazione Puccini: «Sul fatto che la controversia vada una buona volta definita non c'è dubbio - commenta -. Ma credo che con Simonetta vada aperta una trattativa complessiva, che riguarda anche i beni di Torre del Lago e Viareggio. Anch'io penso in ogni caso che sarebbe opportuno che la casa di corte S. Lorenzo diventasse definitivamente di proprietà del Comune, piuttosto che di una fondazione bancaria».