Mega schermi digitali? Il sì arriva da Achille Bonito Oliva, noto storico e critico d'arte nel panorama nazionale e internazionale. «Perché no, se la cosa è ben disciplinata e tenuta sotto controllo non c'è niente di male - spiega - e poi stiamo parlando dell'amministrazione di Massimo Cacciali, di un grande filosofo e intellettuale: sono sicuro, e ho fiducia, che riuscirà a svolgere un adeguato lavoro di controllo e nello stesso tempo di consenso. In ogni delibera del Comune di Venezia ho notato che l'amministrazione si svincola da ogni previsione e lavora in rapporto ai bisogni della città». Quindi, secondo Bonito Oliva - che ha curato mostre in Italia e all'estero e che l'anno scorso ha presieduto la commissione per assegnare Punta della Dogana di Venezia ai due contendenti - il digitale può entrare a San Marco se lo fa, come dire, in punta di piedi. Insomma, sì ai messaggi pubblicitari, tanto più se consentono il restauro di monumenti per i quali i soldi pubblici non bastano più, ma in linea con il decoro del centro storico. «Se c'è questa vigilanza, non vedo perché non si dovrebbe fare - conclude - purché il pubblico poi sovrintenda i modi di gestire la sponsorizzazione. In questo modo, io credo che si possa gestire benissimo il rapporto etica pubblica ed economia privata».
VENEZIA. Maxischermi. Giusto, l'amministrazione saprà vigilare
Achille Bonito Oliva, storico e critico d'arte, sostiene che i grandi schermi digitali possono essere accettati a San Marco se sono ben disciplinati e controllati. Secondo Bonito Oliva, l'amministrazione di Massimo Cacciali ha dimostrato di lavorare in rapporto ai bisogni della città e di svincolarsi da previsioni. Il digitale può entrare a San Marco se lo fa in modo rispettoso del decoro del centro storico. La sponsorizzazione può essere gestita in modo etico se il pubblico sovrintende ai modi di gestione.
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