Il ministro dei beni culturali ha posato la prima pietra del Palacinema osteggiato dagli ambientalisti Cacciari a Bondi: 8 mln subito. PalaLido a rischio fondi Il governo rischia di lasciare all'asciutto le casse di Venezia proprio nel momento in cui viene varato il progetto del nuovo Palacinema con funzione anche di Palacongressi, di cui la città è sprovvista. E che, invece, servirebbe a rilanciare la destinazione Venezia nel mondo dei congressi, volano per il rilancio economico della città lagunare. Con poco più di 60 mila residenti che pagano le tasse e l'eliminazione dell'Ici il comune fatica a trovare risorse per fare marciare la macchina amministrativa e fornire servizi ai cittadini. Così, nella città dove è stata appena ultimata la costruzione del ponte di Calatrava, costato 20 milioni di euro, non c'è da stupirsi se ieri, all'appuntamento per la posa della prima pietra del nuovo PalaLido, che è parte del progetto di riqualificazione del Lido di Venezia, il sindaco Massimo Cacciari ha chiesto il rifinanziamento della legge speciale per Venezia. E si è presentato con una cartella piena di richieste per il ministro Bondi. In totale 8 milioni di euro per risolvere i problemi più urgenti di alcuni palazzi storici veneziani. È la contropartita per l'impegno del comune di Venezia a garantire almeno due terzi degli oltre 70 milioni di euro, che secondo Cacciari potrebbero però lievitare sino a 80-100 milioni, necessari alla costruzione dell'attesa struttura al Lido, dalla quale ci si attende il rilancio della Biennale, del settore congressuale e dell'immagine di Venezia. Sul progetto si è abbattuta comunque il no degli ambientalisti, che hanno dichiarato l'esistenza di strade alternative e meno costose per dare casa al nuovo Palacinema e Palacongressi al Lido come l'ex sede estiva del casinò. L'operazione sarà finanziata con la dismissione dell'ex Ospedale del Mare. Il comune punta a raccogliere almeno 45 milioni di euro dall'asta che sarà approntata nei prossimi mesi, per l'area dell'ex no-socomio acquisita dall'Asl veneziana. «È bene che tutti sappiano», ha sottolineato Cacciari, «che il comune rischia mettendo in vendita quest'area dalla quale spera di ottenere gran parte delle risorse necessarie. Speriamo di farcela anche se questo non è il miglior periodo per gli investimenti immobiliari». Inoltre, il sindaco ha chiesto al ministro Bondi il rifinanziamento dei fondi della legge speciale per Venezia iniziando da un primo contributo urgente, pari a 8 milioni di euro, per la messa a norma di edifici pubblici della città lagunare, in particolare del suo patrimonio museale. Palazzi storici come per esempio la galleria Ca' Pesaro che il comune non ha la possibilità, con le proprio risorse, di restaurare. Nei mesi scorsi Cacciari aveva chiesto una somma più elevata, 60 milioni di euro, «quale esigenza minima per la manutenzione»: dell'argomento ha potuto però parlare solamente con il ministro Bondi, in quanto il sottosegretario Gianni Letta e il ministro Altero Matteoli, attesi a Venezia, erano impegnati in un consiglio dei ministri. «Gliene ho parlato», ha ribadito Cacciari, «ma non è certo lui che decide, ma il governo nella sua interezza nell'ambito della Finanziaria». Che nella primavera del 2011 il Palacinema possa essere pronto come previsto (i lavori sono stati assegnati alla società veneziana Sacaim) dipende dall'effettiva disponibilità dei fondi necessari. Perché la cerimonia che si è svolta ieri sancisce l'avvio di lavori non ancora interamente finanziati, in quanto non sono sufficienti i contributi finora deliberati dalla regione Veneto, che apporterà 10 milioni di euro, e dello stato, che finanzierà l'opera con 20 milioni di euro, proveniente dai fondi per il 150esimo anniversario dell'Unità nazionale. Cacciari sembra pronosticare in tal senso la necessità di allargare nuovamente i cordoni della borsa: «Sono convinto che ce la faremo ad arrivare all'appuntamento del 2011, ma è necessario», ha affermato, «che tutti lavorino con lo stesso spirito di collaborazione dimostrato sinora». Collaborazione «al di là dei differenti colori politici e dei ruoli amministrativi» che, quasi celebrando con tre anni di anticipo l'anniversario dell'Unità d'Italia, è sostenuta, almeno a parole, dal ministro Bondi: «Questo paese si è diviso troppo spesso», ha aggiunto il ministro, «sulle cose importanti». È ottimista il presidente della Biennale, Paolo Baratta: «Grazie a questa struttura disporremo di una delle migliori sale cinematografiche al mondo e saremo allo stesso livello degli altri grandi festival».