Avete in mente gli scavi di Pompei di solito citati come esempio di pessima gestione dei beni culturali? LUnità ha scoperto che sono tutte balle: cè al massimo qualche problema marginale. A Pompei fila tutto alla grande. È quindi inutile il commissario speciale voluto dal ministro Sandro Bondi. Il quotidiano fondato da Antonio Granisci e diretto da Concita De Gregorio ieri ha fornito una prova inoppugnabile: lavvistamento nellarea archeologica dell«upupa dalla cresta a ventaglio e le piume bianche e nere, amata dai letterati e dagli artisti dellantica città romana che raffigurarono il volatile in alcuni affreschi». Il ragionamento è stringente. Il «simpatico pennuto» infatti è una garanzia di qualità in quanto «volatile migratore esigente su dove vuol far tappa e nidificare». E lesigente upupaha deciso di nidificare proprio a Pompei lanciando un messaggio di speranza «a noi umani»: «lambiente è migliorato assai». Sono anche stati eliminati «i rovi che infestavano le rovine» (sic) e rischiavano di strappare «le piume bianche e nere» al volatile. A ulteriore e inoppugnabile conferma cè la testimonianza della paleobotanica Anna Maria Ciarallo: a lei spetta il merito di aver individuato luccello. Però cè un però. Proprio sullUnità cè un box che potrebbe compromettere le tesi ornitologiche qui riassunte. Infatti si legge: «I primi sette mesi del 2008 hanno registrato un robusto e preoccupante calo (dei biglietti, ndr): dal milione e 522 mila sono scesi a un milione e 326 mila». Non sarà che lesigente upupa è tornata perché i turisti sono in fuga? Non sarà che il simpatico pennuto si trova a suo agio in un sito che in buona percentuale è chiuso ai visitatori? Speriamo che lupupa lanci altri messaggi «a noi umani» e soprattutto agli ex comunisti. Lei che vola alto forse troveràla soluzione al degrado che umilia Pompei. Gli scavi sono messi male. Lupupa lo sa ma anche noi umani ed ex comunisti possiamo saperlo. Basta andarci senza sventolare la tessera dellordine dei giornalisti e pagare alla cassa il dovuto. Non cè da fare la coda, la biglietteria a volte è deserta an che nei giorni di vacanza. Iniziamo il nostro tour allinterno. Il turista è abbandonato nelle viuzze senza informazioni comprensibili. Il personale è introvabile. La superficie aperta al pubblico in teoria sarà anche raddoppiata (come dice il soprintendente Pier Giovanni Guzzo a Stefano Miliani dellUnità) ma in pratica molti fra i principali monumenti sono chiusi. Vuoi entrare comunque nelle zone vietate? Si può fare, direbbe Veltroni: è sufficiente allungare la mancia alla guida come documentato dalle telecamere della trasmissione Exit di La7. Proseguiamo. I flash impazzano nei luoghi in cui sono proibiti. Una lattina di Coca Cola e un orrido panino al prosciutto costano otto euro. Questo inverno è stato preparato un percorso per linfanzia che ha fatto piangere íbambini perché si concludeva ìn una palazzina purtroppo chiusa a doppia mandata. Secondo lUnità il sito invece è quasi perfetto. Lupupa è contenta, nidifica e si liscia le penne. È piuttosto lesterno a destare qualche perplessità: «I parcheggi, ad esempio, sono in mano ai privati. Le bancarelle, ad esempio, che vendono guide e gadget e altro...». Ai privati? Questo è giocare con le parole per infinocchiare la gente: i parcheggi sono in mano agli abusivi, lo sanno tutti. A Pompei il sommerso è così emerso da saltare allocchio perfino di unupupa cieca. Il sommerso danneggia proprio i privati onesti che chiedono le licenze invece di aprire unattività abusiva. Intervistare albergatori, ristoratori e commercianti della zona per conferma. Anche senza aspettare il messaggio dellupupa. A proposito, dimenticavo: il «simpatico pennuto» è stato a lungo calunniato a causa del suo grido monotono e sinistro. Si diceva menasse gramo.