Per tutta la cerimonia è stato evocato. Lui si è tenuto in disparte. Eppure alla fine del suo intervento in occasione della posa della prima pietra del palazzo del Cinema, ieri al Lido, il presidente Galan gli ha riservato parole di lodi che faranno tremare le vene ai polsi all'esercito di direttori generali di Uls veneti. Antonio Padoan, direttore generale dell'Asl 12 e regista della prima parte dell'operazione del nuovo palazzo del Cinema (poi escluso, alla fine del lavoro della commissione tra Comune e ministero) si è sentito così rivolgere lodi importanti sotto gli occhi di tutti: «Vorrei ringraziare Padoan ha detto Galan - che alla fine sarà quello che realizzerà le cose più importanti: ha realizzato l'ospedale più bello d'Europa, che vengono a vedere da tutto il mondo e oggi vede la posa della prima pietra del nuovo palacinema per la più straordinaria Mostra del Cinema del nostro Paese». La scena di tirare in ballo Padoan si è ripetuta anche dopo, al momento concreto di posare la prima pietra, con tanto di cazzuola, malta e mattoni. Padoan è stato chiamato a firmare la pergamena con gli altri protagonisti - il ministro Bondi, il sindaco Cacciari, il presidente Galan -. Prima non ne voleva sapere e per un po' ha nicchiato, negandosi, poi si è deciso per defilarsi subito, lasciando poi agli altri l'onere di mettere il primo mattone. Onere rifiutato da Cacciari, rifiutato da Baratta e accettato alla fine solo dal ministro.