Bondi in tutte le salse al Lido. Dopo aver vestito i panni del «mediatore» con gli operai cassintegrati di Porto Marghera, ieri il ministro dei Beni culturali ha pure posto la prima pietra (metaforicamente s'intende) del nuovo e atteso Palazzo del cinema (contestato da associazioni ambientaliste come Italia Nostra, Wwf e altri). Nel frattempo è pure riuscito a presiedere un convegno sulla pirateria audiovisiva e pure ad incontrare tutte le gategorie del settore. In quest'occasione ha messo una «pezza» alle bellicose dichiarazioni che aveva fatto a proposito dei «film sul terrorismo» (la polemica era nata a Locarno intorno al documentario di Pannone e Fasanella sulle Br) spiegando di non avere «alcuna intenzione di creare una commissione che esprima giudizi etici» sulle pellicole da finanziare ma piuttosto di «chiedere alle commissioni stesse la necessaria attenzione quando si esaminano progetti legati a tali tematiche, ritenendo giusto e opportuno il coinvolgimento delle principali associazioni dei familiari delle vittime». Non pago di dichiarazioni ha annunciato la volontà di creare un'agenzia per il cinema, sul modello francese del Cnc. Esattamente quello che da più di un anno era scritto nel disegno di legge di riforma del sistema cinematografico dell' Unione. E che Bondi, appena insediato, ha subito deciso di affossare.