Pompei crolla? Archeologi contro Bondi SCAVI DI POMPEI di nuovo al centro della polemica. «Uno strazio», aveva detto ieri il ministro per i Beni e le attività culturali Sandro Bondi in un'intervista a Libero. «È una delle aree archeologiche più importanti del mondo, è stata lasciata in condizioni indescrivibili», è stata la sua accusa. A Bondi rispondono ventisei tra i massimi esperti europei e americani di archeologia: in una lettera indirizzata al ministro dissentono dalle sue posizioni e lodano l'operato del soprintendente Guzzo. ANCORA una polemica su Pompei. «È una delle aree archeologiche più importanti del mondo, è stata lasciata in condizioni indescrivibili. - dice il ministro per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi, in una intervista a «Libero» - L'immagine dell'Italia che ne ricavavano i turisti era straziante. In poco tempo, con la gestione commissariale, l'area sarà riportata in condizioni di piena efficienza». La replica viene da ventisei tra i massimi esperti mondiali di archeologia, docenti di università europee e americane, che decisamente non sono d'accordo con l'analisi tracciata dal ministro. «Pompei non sta crollando - dicono - anzi negli ultimi quindici anni è migliorata nonostante l'insufficienza dei fondi». Gli studiosi hanno inviato una lettera a Bondi, chiedendo nuovi investimenti e lodando l'operato del soprintendente di Napoli e Pompei, Pietro Giovanni Guzzo. «Sotto la guida dell'attuale soprintendente - si sottolinea nei documento partito dalla Università di Bradford - si sono compiuti grandi progressi». «Dal 1995 - si legge nella nota inviata al ministro Bondi - la situazione per quel che riguarda la conservazione degli edifici, la manutenzione generale dello scavo, la presentazione al pubblico è decisamente migliorata, mentre nuove ricerche archeologiche hanno consentito una migliore comprensione della storia del sito». Chissà se servirà ad abbassare i toni la notizia che arriva dal commissario Profili. Ora si potrà acquistare on-line i biglietti d'ingresso per il tour archeologico più suggestivo del mondo. Renato Profili e l'armatore Salvatore Lauro, sponsor del progetto, hanno definito i primi dettagli dell'innovazione tecnologica. La vendita telematica partirà dal primo settembre, in contemporanea all'apertura delle nuove domus. I tre milioni di turisti, tanta è la stima annua di visitatori della città sepolta, potranno, così, acquistare il ticket comodamente seduti sulla poltrona di casa, da ogni parte del mondo, collegandosi al sito internet della soprintendenza archeologica di Pompei www.pompeiisites.org. «Questo ulteriore servizio offerto ai turisti - precisa il prefetto Profili - consentirà di gestire al meglio e conoscere in anteprima i flussi turisti». Con questo progetto gli sponsor privati riprendono gli investimenti nell'area archeologica. Il primo a reclutare sponsorizzazioni private «per salvare Pompei dal degrado» fu l'allora ministro ai Beni Culturali, Walter Veltroni, che introdusse sgravi fiscali a quanti avessero adottato una insula pompeiana. Oggi il sottosegretario all'Economia, Nicola Cosentino, in visita al sito, sottolineato che «in tempi assai brevi gli scavi di Pompei torneranno a ricoprire un ruolo importante nell'economia della Campania». Anche attraverso in film che dovrà promuoverne l'immagine nel mondo. È un'altra delle novità messe in campo dal pool della gestione commissariale. Nei prossimi giorni ci sarà il primo ciak del corto che verrà girato tra i vicoli, le botteghe e le ville imperiali della Pompei di duemila anni fa e racconterà i nuovi aspetti della città archeologica. La pellicola sarà presentata in anteprima mondiale alla Borsa del turismo internazionale che si terrà a Londra il prossimo novembre. Dopodiché il promo sarà trasmesso dai network più importanti del mondo. L'iniziativa è finanziata interamente dall'Ept di Napoli.
Pompei sta crollando Scontro Bondi-archeologi
Il ministro per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi, ha affermato che l'area archeologica di Pompei è stata lasciata in condizioni indescrivibili e che l'immagine dell'Italia che ne ricavavano i turisti era straziante. Tuttavia, ventisei esperti mondiali di archeologia hanno risposto con una lettera al ministro, dissentendo dalle sue posizioni e lodando l'operato del soprintendente Pietro Giovanni Guzzo. Gli studiosi hanno affermato che Pompei non sta crollando, ma che negli ultimi quindici anni è migliorata nonostante l'insufficienza dei fondi. La lettera inviata al ministro chiede nuovi investimenti e loda l'operato del soprintendente.
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