Dal sottosegretario ai Beni culturali Giro l'idea di un Theleton per i siti a rischio Il primo a rispondere all'appello lanciato dalle monache agostiniane per completare il restauro della basilica dei Ss Quattro Coronati al Celio, è Dino Gasperini. Il delegato capitolino al Centro storico promette di intervenire subito con «un sopralluogo nel complesso ecclesiastico, dove chiederò tutti i preventivi per completare il restauro conservativo della struttura». In seconda battuta, «sensibilizzerò le strutture comunali di riferimento e il ministero dei Beni culturali, per arginare il degrado e trovare qualche sponsor privato». Secondo un calcolo stilato dal gruppo di docenti della Sapienza coordinati dal professor Giovanni Carbonara, con circa 3milioni e 200 mila euro si potrebbe ultimare il cantiere per salvare l'antico chiostro e le aree adiacenti. Mentre con altri 170mila euro, secondo un progetto messo a punto sempre dall'Università, si potrebbero mettere in sicurezza le mura del monastero in via dei Ss Quattro Coronati, che hanno urgente bisogno di consolidamento. Di manutenzione necessiterebbe anche l'altro lato del complesso, in via dei Querceti, «dove sono presenti infiltrazioni già nelle immagini dell'Ottocento» segnala Monica Morbidelli, responsabile della direzione lavori del restauro del chiostro cosmatesco. Un gioiello architettonico vincolato e inserito già nel 2000 nella "List of Most Endangered Sites" ( i siti di pregio artistico maggiormente in pericolo) dal Word Monument Watch. «Il nostro team ha rallentato un degrado preesistente, dovuto soprattutto a infiltrazioni e inquinamento, che però continuano a lavorare» aggiunge l'architetto. La quale assicura che per riprendere il cantiere, fermo dall'autunno scorso, «si può procedere benissimo con piccole tranche da 30mila euro, che ci consentono di testare gli interventi già fatti». E con pochi soldi, «è tutto pronto, manca solo l'agibilità della sala», si potrebbe presto aprire al pubblico anche il salone, all'interno del convento, dove è stato rinvenuto un vasto ciclo di pitture a tema pagano. «Abbiamo tutti negli occhi la bellezza dello straordinario ciclo di affreschi medievali, pressoché intonsi, riaffiorati dopo secoli e pubblicizzati alla televisione, alcuni mesi fa, come la Cappella Sistina del Medioevo», dichiara il consigliere del direttivo romano di Italia Nostra, Andrea Costa, «di là dalle competenze da dirimere tra Stato italiano e Vaticano, ritengo che da parte del Ministero per i Beni e le attività culturali si possa addivenire ad auspicate collaborazioni, per superare l'attuale empasse e restituire carattere unitario alle meritorie opere di restauro fin qui intraprese». Per reclutare sponsor, Italia Nostra rilancia la proposta di una Telethon dell'Arte. «E' un'idea che abbiamo già in animo di realizzare a settembre, a Trieste, per raccogliere fondi per dieci siti, tra cui alcuni romani, di interesse artistico nazionale» replica il sottosegretario al Ministero dei Beni culturali, Francesco Giro. Che annuncia, sempre a settembre, «l'istituzione di un tavolo permanente tra Comune, Stato e Provincia per la manutenzione e la valorizzazione dei siti archeologici e della rete museale civica e statale». Tra le ipotesi allo studio «una Fondazione dei Fori e di altri monumenti, creando una nuova cornice giuridica che possa renderne appetibile la gestione alle fondazioni bancarie, che si sono già rese disponibili». E per il salvataggio della basilica del Celio? «Purtroppo a Roma c'è una situazione di degrado diffusa, che va dal Palatino ai Fori imperiali. Molti fondi per il 2008, 2009 e 2010 sono stati già impegnati, ma come Ministero possiamo finanziare progetti di restauro e altri fondi, derivanti dalla Legge Obiettivo, potrebbero venire dalla società Arcus che noi controlliamo e dai proventi del Lotto», conclude Giro.