Italia Nostra lo aveva invitato a fare un «sopralluogo fisico» al cantiere del Pincio e il ministro Bondi ha accolto la richiesta. «Molti esperti di cui ho fiducia», ha detto il ministro ai Beni Culturali in un'intervista di ieri a libero, «mi hanno detto che per il Pincio è possibile sia realizzare il parcheggio che musealizzare i reperti archeologici. Esaminerò con attenzione questo problema, dopo aver sentito il sindaco Alemanno, i funzionali del ministero e i rappresentanti della società civile». Ricordando le dichiarazioni di Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, il ministro ha ribadito: «Mi ha invitato a recarmi sul posto e a valutare bene la situazione. Lo farò certamente». L'appuntamento fissato dall'onlus ambientalista è sabato mattina, due giorni prima della seduta fissata in Giunta, che dovrà pronunciarsi sulla relazione dei saggi. La proposta lanciata da Carlo Ripa di Meana, presidente della sezione romana di Italia Nostra, nasce proprio dagli interventi Cicchitto contro la realizzazione della tanta contestata opera. «Nuovi elementi di carattere giuridico», ha spiegato il presidente dei deputati del Pdl alla Camera, «sono emersi dal progetto». La costruzione dell'opera, ha aggiunto Cicchitto, «prevedeva il totale svuotamento dall'alto verso il basso della collina del Pincio. Con questa tecnica distruttiva non era possibile salvare neppure un granello di archeologia. Tenendo presente gli straordinari rinvenimenti archeologici è assolutamente chiaro che, se non si vuole distruggere il tutto, il progetto che è servito per l'intero iter autorizzativo dei lavori non ha più alcuna validità». Intanto, Atac ha chiarito la sua posizione in merito alle accuse di Italia Nostra. «Il progetto», ha precisato l'azienda, «segue puntualmente gli indirizzi dettati dalle delibere sia di Consiglio che della Giunta del Comune di Roma».