Un bicchiere di Picasso («Le verre», 1914, collage su carta, collezione Bilotti) potrebbe espatriare per sempre perché il ministero dei Beni culturali non ha saputo motivarne la rarità. Così ci pensano i giudici del Tar Lazio, che danno ragione alla vedova del collezionista che vorrebbe volare via con il quadretto, e si lanciano in considerazioni del tipo: prima di dire se il bicchiere del Maestro è raro sarebbe bene controllare «frequenza e disponibilità di opere analoghe» in musei e collezioni italiani. Il collage, poi, è «notoriamente una tecnica comune dell'epoca, tipica dell'artista». E «l'estrema libertà decorativa» non ne prova il valore. Una critica in piena regola, ma qualche incertezza affiora: «Le opere di artisti d'avanguardia» sono caratterizzate da «relatività e irriducibile opinabilità». La prova? «Il drammatico scollamento delle valutazioni dei critici e il gradimento delle opere da parte dei cittadini».
Il critico non sa valutare l'arte contemporanea. Parola di Tar
Un bicchiere di Picasso (Le verre, 1914, collage su carta, collezione Bilotti) potrebbe espatriare per sempre perché il ministero dei Beni culturali non ha saputo motivarne la rarità. Così ci pensano i giudici del Tar Lazio, che danno ragione alla vedova del collezionista che vorrebbe volare via con il quadretto, e si lanciano in considerazioni del tipo: prima di dire se il bicchiere del Maestro è raro sarebbe bene controllare frequenza e disponibilità di opere analoghe in musei e collezioni italiani. Il collage, poi, è notoriamente una tecnica comune dell'epoca, tipica dell'artista. E l'estrema libertà decorativa non ne prova il valore. Una critica in piena regola, ma qualche incertezza affiora: Le opere di artisti d'avanguardia sono caratterizzate da relatività e irriducibile opinabilità. La prova? Il drammatico scollamento delle valutazioni dei critici e il gradimento delle opere da parte dei cittadini.
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