POLEMICHE Per il ministro della Cultura il sito archeologico è «sul punto di crollare» ma gli archeologi lo smentiscono. Sembra una scusa per nominare un commissario governativo e attaccare il soprintendente F ra le domus, il selciato, le colonne giacenti e templi di Pompei ha fatto la sua ricomparsa una presenza simpatica e perfino poetica: l'upupa dalla cresta a ventaglio e le piume bianche e nere, amata dai letterati e dagli artisti dell'antica città romana che, prima di venire sommersi da lava e lapilli vesuviani nel79d.C., raffigurarono il volatile in alcuni affreschi. Vi sembrerà una notizia ornitologica e senza dubbio lo è, ma l'upupa - avvistata e fotografata nell'area archeologica - in modo un po' curioso è una risposta indiretta e tempestiva al ministro per i beni culturali Sandro Bondi. Il simpatico pennuto segnala a noi umani che l'ambiente pompeiano è migliorato assai. Il titolare del patrimonio artistico italiano dichiarava ieri a un quotidiano: «Pompei è stata lasciata in condizioni indescrivibili. L'immagine che ne ricavano i turisti è straziante. Perciò ho adottato un provvedimento unico nella storia del nostro paese. Il commissario (il dottor Profili, ndr) sta operando con efficacia e credo che in poco tempo l'area archeologica sarà riportata in condizioni di piena efficienza ». Intendiamoci: dicendo che a Pompei ci sono problemi seri non ha preso totalmente lucciole per lanterne. Però pensare che il commissario governativo risolva tutto ha tanto il sapore dell'annuncio a misura di mass media - attività in cui questo governo è un vero specialista - quando la realtà è molto meno facile. Anche perché spesso è la zona esterna al sito archeologico che spesso stupisce i turisti o conferisce un'atmosfera un po' curiosa, al luogo. I parcheggi sono in mano a privati, ad esempio. Le bancarelle, ad esempio, che vendono guide e gadget e altro... E siccome quello di Bondi suona come un attacco, per quanto indiretto, al soprintendente Pier Giovanni Guzzo, ieri 26archeologi e docenti universitari americani ed europei hanno diffuso una lettera in suo sostegno: «Pompei non è affatto sul punto di crollare. Dal '95 la situazione è notevolmente migliorata ». Per inciso: il primo commissario di governo per Pompei e il museo di Napoli, allora accorpati, fu a inizio '900 l'archeologo Paolo Orsi. Chiuso l'inciso. Come denuncia Guzzo, la presidenza del consiglio vuol trasferire 40 milioni di euro dalla soprintendenza all'ufficio del commissario Renato Profili. Passaggio indolore? «Se trasferisce quei soldi noi restiamo senza un euro, ci lascia a terra, già non sappiamo come pagare le bollette», commenta sconsolato l'archeologo. Torniamo all'upupa. Il suo ritorno, segnalato ieri alla cronaca napoletana di Repubblica dalla paleobotanica Anna Maria Ciarallo, indica che negli scavi l'ambiente è migliorato. È un volatile migratore esigente su dove vuole far tappa e nidificare. E la sua presenza significa che molti rovi che infestavano le rovine sono spariti (il 60della superficie archeologica è stato bonificato rispetto a una quindicina di anni fa secondo la paleobotanica). Dal '98 a oggi, sostiene ancora Guzzo, «abbiamo raddoppiato la superficie archeologica aperta al pubblico, oggi è un terzo dei 44ettari complessivi». Solo che, quantifica l'archeologo, per conservare e restaurare e mantenere tutto servirebbero 275 milioni di euro. Impossibile chiederne tanti. Nemmeno per Pompei, soprintendenza autonoma che incassa 20 milioni di euro e che, sostiene il soprintendente, nella gestione si trova bloccata da lacci e lacciuoli e bizzarrie burocratiche varie. Come ogni tanto riportano i cronisti di testate internazionali sconcertati, tra le rovine gironzolano in branco o in solitudine cani randagi. «Ho detto cento volte che l'igiene pubblica è un problema di competenza della Asl, ovvero della Regione. Se spendo per tenerli fuori o cacciarli - si difende Guzzo - la Corte dei Conti mi bacchetta. Non posso usare soldi in faccende non di mia competenza». Ma non avete pensato proprio a nulla? Quelle bestiole a quattro zampe per esempio non useranno la ventina di gabinetti chimici provvisori montati da poco dalla Asl in aggiunta a quelli nell'ex ristorante. «Abbiamo offerto al Comune un progetto per costruire un canile fuori dall'area archeologica ma sempre nell'area demaniale, però per una legge regionale un canile viene equiparato a una fabbrica inquinante, deve avere un raggio di 500 metri libero da tutto e una situazione così a Pompei non esiste». Circolano però, per gli scavi, anche guide che non sempre sembrano autorizzate. «È un problema che sicuramente affronterà il commissario, è di sua competenza», replica Guzzo. Commissario e soprintendente viaggiano però su binari paralleli e non si muovono d'intesa. Intanto Profili ha deciso che un volantino unito al biglietto informerà i turisti su dove e come gettare i rifiuti e, con un'intesa con la Asl, ha scelto l'ambulanza che vigilerà nel sito, ha avviato tramite un armatore la vendita di biglietti on line. Poi il 1 settembre apriranno 19 domus chiuse grazie a un accordo tra sindacati (Cisl esclusa) e soprintendenza. Profili voleva affidarne la custodia a vigilantes privati spendendo 860mila euro l'anno Iva inclusa. La qual cosa ricorda un problema pressante, nascosto, difficile da tirar fuori ma che indirettamente ha fatto emergere il segretario nazionale della Uil Cerasoli: contestando la spesa in custodi privati Cerasoli ha segnalato il rischio che l'ingresso di vigilantes potesse favorire non volute ma difficilmente controllabili infiltrazioni camorristiche. Il timore denuncia l'aria che c'è in zona.
CAMPANIA - L'upupa di Pompei sbugiarda Bondi
Il ministro della Cultura Sandro Bondi ha dichiarato che il sito archeologico di Pompei è in condizioni "indescrivibili" e ha adottato un provvedimento unico per nominare un commissario governativo per risolvere i problemi. Tuttavia, gli archeologi e docenti universitari americani ed europei hanno difeso il soprintendente Pier Giovanni Guzzo, affermando che la situazione a Pompei non è così grave come dichiara Bondi. Secondo Guzzo, la situazione è migliorata notevolmente dal 1995 e ci sono ancora molti problemi da affrontare, come la mancanza di fondi per la conservazione e il mantenimento del sito.
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