PISA. Torna il sovrintendente Guglielmo Malchiodi e la sua voce non si fa attendere anche con provocazioni come questa: «Per Pisa ci vorrebbe una legge speciale per la valorizzazione delle sue grandi ricchezze culturali». Dopo 5 mesi di gestione della Sovrintendenza da parte dell'architetto Burian nominato dall'allora ministro Francesco Rutelli, l'architetto Malchiodi torna a sedersi sullo scranno più alto di Palazzo Reale e annuncia subito: «Sono in cantiere concorsi statali per aumentare il personale delle soprintendenze e nei musei, staremo in campana». E poi: «D'accordo con i sindacati mi impegnerò a separare la gestione degli uffici di Palazzo Reale da quelli museali». Come si sente ad essere tornato a Pisa? «In realtà, in questi 5 mesi, non mi sono mai veramente staccato da Pisa. Ho continuato a seguire le questioni che più mi stanno a cuore come gli Uffizi Pisani. Quando dal ministero mi hanno chiesto di indicare una nuova sede professionale, non ho avuto dubbi e ho messo una sola opzione: Pisa». Quindi avrà seguito anche la querelle sui musei chiusi, vuoti di visitatori e inaccessibili. «Certo. Ed è per questo che dico che per Pisa ci vorrebbe una legge speciale, una legge per l'arte della città, per la sua valorizzazione. Una volta si facevano... Voglio dire i valori, i monumenti, i musei ci sono. C'è bisogno di mettere in moto il motore». A proposito di motori, che ne pensa del sistema museale pisano? «Per passare da un sistema museale dichiarato a un fattivo e funzionante, c'è bisogno, ancor prima dei finanziamenti, di riuscire a gettare il cuore oltre ogni singola palizzata. Non possiamo più permetterci di fare ognuno per sé o di appisolarsi sul prato di Piazza dei Miracoli. I visitatori, i turisti, devono conoscere tutti i nostri monumenti. Si devono mettere le vene là dove si vuole arrivi il sangue». Che cosa significa? «Prenda ad esempio il progetto degli Uffizi Pisani con la passerella che collega Piazza Carrara alla Chiesa della Spina. E' un modo per far arrivare i turisti da una parte all'altra della città. Senza contare il valore storico e culturale che avrebbe questa opera. Bisogna cioè invogliare i visitatori con eventi, strutture e con un tocco, perché no, di fantasia»". Che cosa può fare la Soprintendenza per il sistema museale? «Abbiamo fatto tanto, tantissimo. E lo stiamo ancora facendo ad esempio con il tentativo già avviato di collegare il San Matteo con i retrostanti edifici di Piazza San Silvestro. La città intera però si deve muovere. Siamo amici, ci conosciamo tutti, abbiamo ottime e continue collaborazioni con il mondo dell'associazionismo come con gli Amici dei Musei, con il sistema universitario, con il Comune, la Provincia e la Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa. Gli ingredienti per fare sistema ci sono tutti e non servono mirabolanti cifre in termini di investimento. Ci vuole la volontà e la mentalità giusta». Lei ritorna proprio in concomitanza con la mostra a settembre dei Lorena. «Ecco, potrà essere il riscatto di Palazzo Reale. La mostra è un evento prezioso di per sé ma l'occhio del visitatore si poggerà sicuramente su Palazzo Reale e potrebbe essere il momento del suo riscatto che sono sicuro avverrà quando con l'accordo dei sindacati e con qualche unità in più lavorativa, riusciremo a fare del museo un vero e proprio centro di attrattiva». Nel 2009, ci sarà un concorso ministeriale per circa 397 addetti alla sorveglianza dei beni e siti culturali e museali. Alla Toscana, spetteranno almeno 82 posti. Quindi restare in campana è d'obbligo perché la tela "Gli Impiccati" di Raffaello conservata a Palazzo Reale deve essere vista e visitabile così come la tela "Amor Sacro ed Amor Profano" di Guido Reni sempre a Palazzo Reale. Carlo Venturini