Edifìci storici L'autorizzazione alla vendita della Galleria d'Arte Moderna seguirà un percorso separato per sveltire i tempi dell'operazione Binari diversi per negozi e museo. Potato: ma il bando sarà unico Soragni: «La lettera a Bondi? Con Tosi mi sono già incontrato» L'Intera partita delle vendite degli immobili vale 107 milioni. Il Comune li ha già messi a bilancio VERONA La vendita dei palazzi storici di pregio da parte dell'amministrazione comunale ha sulla strada una serie di intoppi. Per quel che riguarda Palazzo Forti, sede della Galleria d'arte Moderna, si viaggia infatti a due velocità. Lo rivela Ugo Soragni, direttore regionale del ministero dei Beni Culturali. Soragni ammette che negli ultimi tempi si sono fatti alcuni passi avanti: «Sui palazzi Gobetti e Pompei - fa sapere - abbiamo risolto alcuni problemi che erano emersi e abbiamo autorizzato l'alienazione». Diversa la situazione per Palazzo Forti. «Qui si procede in modo disgiunto - afferma il sovrintendente -ora ci stiamo occupando di rilasciare l'autorizzazione per le parti ad uso commerciale e residenziale e in una seconda fase esamineremo la pratica per l'alienazione della parte adibita a museo». Sono quattro gli edifici storici (i palazzi Forti, Pompei, Gobetti e l'ex convento di San Domenico) che l'amministrazione intende vendere, puntando a ricavare 107 milioni e 600mila euro, cifra già messa a bilancio. La parte del leone la fa proprio Palazzo Forti, valore stimato 64 milioni: la sede della Galleria occupa un'area di quasi 8mila metri quadri ed è stata valutata 45 milioni, mentre la parte residenziale e commerciale è di 5mila e rotti metri e vale circa 19 milioni. «Abbiamo ritenuto opportuno separare le due pratiche per evitare che i tempi lunghi del museo bloccassero tutto il resto». L'assessore al Patrimonio del Comune di Verona, Daniele Polato, spiega il senso di quest'operazione. «Da parte della soprintendenza - dice - devono arrivare due autorizzazioni distinte: una per il vincolo e l'altra per l'alienazione. Sulla prima è ovvio che rispetto ai negozi e agli appartamenti l'autorizzazione è cosa fatta, perché si tratta semplicemente di riconoscere la realtà attuale. Per il museo la faccenda è più complessa: la normativa infatti prevede che la destinazione d'uso possa essere modificata quando il cambiamento migliora la fruibilità dell'edificio, perciò trasformare un museo in edificio residenziale e commerciale potrebbe essere più complesso». La vendita, però, potrà avvenire separatamente: «II bando sarà unico - afferma l'assessore - ma faremo in modo che ci sia la più ampia libertà di procedere. Ciò significa che il Comune si riserva di poter vendere ogni palazzo separatamente, oppure le due parti di Palazzo Forti l'una indipendentemente dall'altra». Ciò non toglie che l'acquirente potrebbe essere unico, specie in presenza di un'offerta congrua. Certo è che quello tra Comune e soprintendenza rimane un rapporto difficile. Il sindaco Tosi ha appena inviato una lettera al ministro Bondi in cui si lamenta dei tanti cantieri aperti bloccati. «Da tempo abbiamo avviato una collaborazione con il Comune per affrontare assieme la gestione di quelli che sono i principali nodi archeologici e monumentali - riferisce a tal proposito Soragni - Con il sindaco Tosi nell'ultimo mese abbiamo avuto ben due incontri e per quel che riguarda gli spazi stradali abbiamo trovato alcune soluzioni significative. Chiaro però che il lavoro va portato avanti, perché nonostante gli sforzi la complessità non viene meno» D.P.
VERONA - Gobetti e Pompei, sì del soprintendente. Ma su Palazzo Forti istruttoria-bis
Il Comune di Verona intende vendere quattro edifici storici, tra cui Palazzo Forti, sede della Galleria d'Arte Moderna, per ricavare 107 milioni e 600mila euro. La vendita seguirà un percorso separato per sveltire i tempi. La parte del leone la fa proprio Palazzo Forti, valore stimato 64 milioni. La vendita sarà unica, ma il Comune si riserva di poter vendere ogni palazzo separatamente. La soprintendenza ha espresso preoccupazioni sulla vendita, poiché la destinazione d'uso del museo potrebbe essere modificata. Il sindaco Tosi ha inviato una lettera al ministro Bondi per lamentarsi dei tanti cantieri aperti bloccati.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo