Ministro, il nostro patrimonio storico e artistico è, forse, unico al mondo. Eppure non riusciamo a tutelarlo e valorizzarlo a sufficienza. Come intende intervenire? «Sto lavorando ad un piano nazionale dei Musei italiani. Voglio dimostrare che è possibile realizzare un importante progetto di tutela e di valorizzazione dei musei italiani, destinando ad esso risorse adeguate, sia pubbliche che private», dice il ministro ai Beni Culturali Sandro Bon-di, intervendo sulla polemica sollevata da Libero. «Ho deciso di bandire un concorso aperto anche agli stranieri per ricoprire il posto di direttore generale per i musei italiani. Accanto a questo progetto, sto lavorando, in stretta collaborazione con il sottosegretario Michela Brambilla, ad un piano per la valorizzazione degli itinerari turistico culturali, con particolare attenzione all'Italia cosiddetta minore, alle piccole città d'arte che rappresentano una ricchezza diffusa e nascosta senza paragoni nel mondo. Desidero, infine, sostenere particolarmente l'arte contemporanea». Nel Mezzogiorno d'Italia i siti storici e archeologici sono ammalati di degrado e incuria? Perché? C'è una differenza fra nord e sud? «Non credo che il Nord abbia una natura diversa dal Sud, dettata quasi dal Fato. Detto questo, le differenze ci sono, tra Nord e Sud, e si vedono. Ma la risposta la devono sempre dare i sistemi socioeconomici e culturali complessivi dominanti nelle singole aree del territorio nazionale. Dobbiamo avere la giusta attenzione in questi casi e valutare le singole realtà. Facciopoipresente che, ad esempio, la Sicilia è, di fatto, la punta di diamante dell'autonomia istituzionale ed operativa in queste materie ed è Regione autonoma, ma i problemi ci sono, in questa, come in altre Regioni d'Italia. Nel caso della Sicilia, direi che dovrebbe essere la Regione a investire soldi per il recupero dei luoghi e, quindi, per la successiva valorizzazione. Occorre sempre distinguere per non incorrere in facili schematizzazioni ed errori di analisi». Per alcuni aspetti la Sicilia, anche se il patrimonio di quella regione non dipende direttamente dal suo ministero, rappresenta un caso limite. Ma è davvero impossibile porre un argine allo strapotere delle soprintendenze, in Sicilia come nel resto d'Italia? «Guardi, io non parlerei di strapotere. II Ministero dei beni culturali del quale le soprintendenze rappresentano le articolazioni territoriali rispondono ad una missione: quella di tutelare e custodire il patrimonio storico artistico e paesaggistico della nostra Nazione. È una missione che si fonda sulla Costituzione, che pone lo Stato a fondamento della tutela e della valorizzazione dei beni culturali. Questa missione ha formato una vera e propria élite burocratica, costituita da funzionari, storici e archeologi di grande pre parazione culturale e di grande esperienza. Io, comunque, sono impegnato in una riforma che rifugga dagli estremi: sia un interventismo delle soprintendenze che può apparire a volte irragionevole e statalista, sia una libertà assoluta che metta in pericolo il nostro patrimonio culturale. I giornali stessi stigmatizzano alternativamente sia il degrado del nostro territorio dovuto ad una malintesa libertà di costruire, siati freno allo sviluppo conseguente a divieti e aduna burocrazia impermeabile al buon senso. Basta partire dal Codice dei beni culturali voluto dal mio predecessore Giuliano Urbani, e successivamente integrato dai ministri Buttiglione e Rutelli, rappresenta già un punto di equilibrio molto avanzato. Io ho cominciato ad agire sulla base del Codice del beni culturali e delle innovazioni costituzionali più recenti allestendo dei tavoli di lavoro con le Regioni e con gli enti locali che stanno dando già degli ottimi risultati in tema di collaborazione istituzionale». Su Pompei invece è intervenuto, ma il grosso resta ancora da fare. Anche lei ha la percezione che questo sito archeologico non venga considerato una priorità per il nostro paese? L'industria del turismo vive grazie a queste bellezze storiche... «Pompei, che è una delle aree ar-cheologiche più importanti del mondo, è stata lasciata in condizioni indescrivibili. L'immagine dell'Italia che ne ricavavano i turisti era straziante. Perciò ho adottato un provvedimento unico nella storia del nostro Paese. Il Commissario sta operando con efficacia, e credo che in poco tempo l'area archeologica sarà riportata in condizioni di piena efficienza. Questa è la condizione essenziale per affrontare la fase successiva che prevede una gestione più manageriale del sito e della sua migliore valorizzazione turistica. Per il futuro, sto riflettendo sulla migliore gestione dei beni culturali del nostro Paese. La forma delle gestioni autonome, come quella delle Fondazioni, sta offrendo indicazioni utili e positive. La Reggia di Venaria, l'area archeologica di Aquileia e la Villa Reale di Monza rappresentano modelli nuovi di gestione dei beni culturali. Non c'è dubbio, inoltre, che queste innovazioni indicano la necessità di separare e distinguere la sfera della tutela dei beni culturali affidata alla soprintendenze, da quella della loro valorizzazione turistica che può essere meglio affidata a strumenti autonomi di gestione». L'altro aspetto eclatante riguarda le grandi opere, come la metropolitana a Roma il parcheggio del Pincio. Sono stati eseguiti gli scavi, sono emersi dei reperti archeologici che, con tutta probabilità, finiranno nello scantinato di qualche museo. L'unico risultato concreto, alla fine, è quello di bloccare i lavori. Maè davvero impossibile superare questa logica deiveti? «Sono assolutamente convinto del ruolo positivo della cultura per lo sviluppo del Paese, per questo il ministero per i beni e le attività culturali non deve essere più identificato come quello che frena la modernizzazione e lo sviluppo del Paese. Per queste ragioni, sono stato proprio io, senza che nessuno me lo chiedesse, a proporre al Presidente Berlusconi di nominare un commissario straordinario per superare tutti gli ostacoli, anche di natura burocratica, alfa realizzazione delle linee metropolitane di Roma e di Napoli; due opere straordinarie per il rilancio e la modernizzazio -ne di queste due città e a cui il governo tiene molto». E sul caso del parcheggio del Pincio? «Per quanto riguardala questione del Pincio a Roma, non c'è stato alcun intervento ostativo alla realizzazione del parcheggio da parte delle competenti soprintendenze. Semmai ci sono stati interventi e prese di posizione da parte della società civile per richiamare l'attenzione sulla necessità di salvaguardare un possibile grande patrimonio archeologico. Ci sono stati gli interventi a questo proposito molto intelligenti del Profes-sor Carandini e del sottosegretario Francesco Giro. Lo stesso mio amico Fabrizio Cicchitto mi ha invitato a recarmi sul posto e di valutare bene la situazione. Lo farò certamente. Questo per dire che la situazione è più complessa di come la si voglia far credere. E che le soluzioni non sono mai semplici, ma richiedono obiettività, conoscenza, buonsenso. Sempre che non vi siano interessi economici prevalenti che sono legittimi ma che devono avere dei contrappesi se si tratta di tutelare il patrimonio della Nazione. Molti esperti di cui ho fiducia mi hanno detto che per il Pincio è possibile sia realizzare il parcheggio che musealizzare i reperti archeologici. Esaminerò con attenzione questo problema, dopo aver sentito il sindaco Alemanno, i funzionari del ministero e i rappresentanti della società civile». A proposito di modernizzazione a Firenze per non scavare sottoterra, ha rinunciato ad una vera metropolitana per una tramvia che dovrebbe correre a pochi metri dal Battistero. Le sembra una soluzione accettabile? «La tutela del patrimonio storico del nostro Paese é una funzione che lo Stato deve continuare a svolgere siapure conia partecipazione determinante degli enti territoriali. Ho espresso preoccupazione per l'impatto che la tramvia potrebbe avere sul Duomo e sul Battistero. Resto di questo avviso. E questa posizione del ministero verrà comunicata al comune di Firenze quando si riunirà per la prima volta il tavolo tecnico che abbiamo deciso di costituire su questo ed altri argomenti».
Libero
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Enrico Paoli
Libero
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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