Un esposto alla Corte dei Conti e una denuncia all'Autorità di Vigilanza ai Lavori Pubblici per bloccare il progetto di costruzione di un maxi-pareheggi interrato da 700 posti al Pincio: a presentarli, ieri, è stata la sezione romana di Italia Nostra, in testa il presidente Carlo Ripa di Meana e l'architetto Antonio Tamburrino, responsabile dell'associazione per il rapporto sul contestato parcheggio. Errori, forzature e contraddizioni, secondo Italia Nostra, gravano sul progetto per cui l'unica soluzioneè il suo «annullamento» per «ripartire da zero». «Gli studi preventivi al piano - afferma l'architetto Tamburrino - non prevedono neppure la possibilità di trovare reperti archeologici nell'area, sebbene secondo la relazione della Soprintendenza capitolina risulti che i rinvenimenti archeologici coprano il 40 per cento della superfìcie interessata e nonostante il soprintendente Angelo Bottini abbia dichiarato che l'area è tutelata dalla legge. Eppure si vuole proseguire a tutti i costi». Italia Nostra considera grave l'annuncio del direttore generale all'Archeologia, Stefano De Caro, di avere convocato per il 2 settembre il comitato di settore dal momento che, sottolinea Tamburrino, «suona come l'attivazione delle procedure per togliere il vincolo archeologico alla collina del Pincio». Stando ai calcoli di Italia Nostra, ogni posto auto costerebbe alla ditta circa 15mila euro, quello dell'intera opera è di 29 milioni e la vendita dei parcheggi potrebbe portare nelle casse dell'Atac circa 60 milioni di euro con un guadagno del 100 percento. EF80 per cento dei posti sarebbe stato già venduto. «Pensando alla bellezza del luogo che richiama turisti da tutto il mondo -' dice Ripa di Meana - il progetto appare più come un'opera di autolesionismo pur di far fare business ai privati che una reale esigenza anti-traffico. Per questo confido nella saggezza del sindaco Gianni Alemanno e spero che il 2 settembre sarà, piuttosto, la fine di un incubo». In alternativa all'opera, Italia Nostra propone di allargare il parcheggio del galappatoio. Mentre sulla questione è intervenuto anche federico Guidi, a capo della commissione Bilancio del Comune: «Va valutato - afferma - se sussiste davvero un interesse pubblico in un'opera che lascia solo il 10 per cento dei posti al rotazionale, se sia davvero utile alla città o se al contrario non sia un ulteriore accrescitore di traffico veicolare nel centro storico».«Ho visto Alemanno a Cortina - aggiunge Marina Ripa di Meana - e gli ho ribadito che sono pronta a iniziare lo sciopero della fame se non bloccherà il cantiere».