Da ieri gigantesche Lancia su Ducale e Prigioni, Cacciari: «E'inevitabile» Dopo Palazzo Ducale «garage» di lusso della Lancia, la Biblioteca Marciarla e il suo Rolex, Ca' Giustinian spot della Replay a tutta grandezza, dopo le Gallerie dell'Accademia con il marchio del Casinò e la stessa Ca' Vendramin Calergi con quella del Club degli Amici di Venezia (Manpower, Msc crociere, Fassa Bortolo, Gruppo San Paolo-Imi), passando dalle gru griffate Dottar che bucano il cielo ovunque ci si volti, tra poche settimane toccherà a Ca' Rezzonico ammantarsi della maxi-pubblicità dello sponsor che staccherà un assegno da 500 mila euro per lavori di consolidamento della facciata del museo settecentesco: mezzo milione per quasi due anni d'immagine, un affare per l'azienda che ha firmato il contratto, mentre si cercano sponsor per il monitoraggio di un altro monumento da tenere sotto controllo, ma per il quale non ci sono fondi: il ponte di Rialto. «Le maxi-pubblicità sono inevitabili: se i geni che ci criticano mi regaleranno i soldi per i restauri, le abolisco subito. Altrimenti tacciano: non abbiamo alternative». Nel giorno in cui sulla facciata di palazzo Ducale ha preso posto la gigantesca Lancia Delta che contribuisce a pagare parte dei 2,8 milioni di euro dei lavori di consolidamento della malmessa facciata sul rio della Canonica, il sindaco Cacciari replica così a chi storce il naso davanti a Canal Grande e piazza San Marco trasformati in rotocalco patinato straripante di maxi-spot. Un progetto approvato dalla soprintendente Renata Codello, che con l'azienda inglese Remedia Ltd ha appena rinnovato il contratto di sponsorizzazione (altri 3,6 milioni di euro) per il restauro di Zecca e Ala Napoleonica, con relativo superposter. «Comunque, c'è un impegno preciso: le pubblicità in Piazza non saranno mai più di due contemporaneamente, una del Comune, l'altra della soprintendenza», osserva il capo di gabinetto del sindaco, Maurizio Calligaro, «è un interesse di tutti, anche delle stesse aziende: bisogna trovare equilibrio, per non essere troppo invadenti e, al contempo, depotenziare l'offerta. In ogni caso, ogni immagine dev'essere approvata dall'amministrazione e dalla soprintendenza (che certifica che le affissioni non arrechino danno alla monumentalità del luogo) prima di essere esposta: abbiamo già respinto due bozzetti perché ci parevano troppo "aggressivi"». Calligaro non lo dice, ma uno dei bozzetti respinti era una pubblicità un po' troppo hot per occhiali firmati DG. Risultato: da qui al 2012 (almeno) Venezia si offrirà ai finanziatori dei suoi restauri come «vetrina», davanti alla quale passano oltre venti milioni di turisti l'anno. D'altra parte, c'è chi ne utilizza l'immagine senza pagare un euro, come l'azienda orafa vicentina Cielo Venezia 1270, che da mesi inonda i programmi televisivi di spot e pagine pubblicitarie sui quotidiani straripanti di gioielli abbinati all'immagine della città, senza nulla dare alle casse comunali. Lo può fare: «Nessuno è ancora riuscito a mettere il copyright su un'intera città», commenta Calligaro.
VENEZIA. Anche Ca' Rezzonico coperto da un maxi-poster
Il sindaco di Venezia, Cacciari, ha confermato che le maxi-pubblicità sulle facciate dei monumenti della città saranno inevitabili per finanziare i restauri. Il progetto è stato approvato dalla soprintendente Renata Codello e l'azienda inglese Remedia Ltd ha rinnovato il contratto di sponsorizzazione per il restauro di Zecca e Ala Napoleonica. Il sindaco ha promesso di trovare un equilibrio tra le pubblicità e la monumentalità del luogo, e ogni immagine deve essere approvata dall'amministrazione e dalla soprintendenza prima di essere esposta. Le pubblicità saranno limitate a due contemporaneamente, una del Comune e l'altra della soprintendenza.
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