Una bomba alla Reggia di Venaria? No. Solo un rilevatore scientifico per la lotta alle zanzare. Ma quell'involucro, appeso alla cancellata che si affaccia sulla Peschiera, con due fili che sporgevano e una piccola batteria, nascosta tra la vegetazione, ha scatenato tre ore di finimondo. In riva alla Ceronda sono arrivate diverse pattuglie dei carabinieri di Venaria, gli Artificieri, il nucleo Batteriologico Chimico e Nucleare dei Vigili del Fuoco, i Cinofili, agenti della Digos, un équipe del 118. E poi una folla di curiosi che, a partire dalle 20, ha iniziato a radunarsi alle due estremità di via Castellamonte, la via che porta ai cancelli della Reggia, bloccata dal nastro biancorosso e dalle pattuglie dei carabinieri. La tensione è calata poco prima delle 21,30 quando un tecnico della Reggia si è insospettito: «Non vorrei che tutto questo tran tran fosse scattato a causa di quegli apparecchi che sono stati sistemati per debellare le zanzare, ce n'è un altro appeso ad una finestra della Reggia». Infatti. Alle 22, quando un esplosione innescata dagli artificieri ha annullato il fantomatico ordigno, si è capito che era proprio un apparecchio «per il rilevamento scientifico della popolazione di culicidi». L'allarme è partito alle 19,30, quando due ragazzi che passeggiano lungo via Castellamonte, si insospettiscono per quel pacchetto da quale escono due fili elettrici collegati ad una batteria. I giovani chiamano il 112. Poco dopo davanti alla Peschiera arrivano il maggiore Ubaldo Manacorda e il maresciallo Diego Mannarelli. I militari fotografano quello che sembra un ordigno rudimentale e lo spediscono via mms agli artificieri che analizzano lo scatto. La risposta arriva immediata: «Allontanatevi e transennate la zona, dalla fotografia sembra simile a quello sistemato a Fossano qualche tempo fa». Da quel momento parte un dispiegamento di forze notevole, la zona viene isolata. Si pensa subito ad un atto dimostrativo. Proprio da lì, poco prima, era passata una delegazione russa in visita al complesso sabaudo. E poi sabato, proprio alla Reggia, è previsto un incontro dell'Onu. Massima allerta quindi. Anche perché le erbacce non permettono di vedere chiaramente cos'è quell'aggeggio con dei fili che spuntano appeso alla cancellata. Per due ore si resta con il fiato sospeso. Fino a quando non si scopre che potrebbe essere una bomba sì, ma per gli insetti. Su quello sistemato sotto le finestre della Reggia c'è anche scritto. Questa lotta biologica alle zanzare fa parte di un accordo di programma siglato da più comuni della zona, con quello di Leinì capofila, e tra la Soprintendenza per i Beni Artistici e Architettonici del Piemonte, il Parco La Mandria e le Aree Protette delle Valli di Lanzo. «Non asportare o danneggiare» sta scritto sull'esterno di quello che ha la forma di un piccolo secchiello e che è stato scambiato per una bomba.