Da Italia Nostra un esposto sulle «irregolarità» dell'opera. E cresce la fronda bipartisan contro il cantiere La questione del parcheggio del Pincio arriva alla Corte dei Conti. La sezione romana di Italia Nostra, presieduta da Carlo Ripa di Meana, ha presentato un esposto - datato 25 agosto - al prestigio -so organo istituzionale e all'Autorità di vigilanza sui Lavori Pubblici. Un provvedimento, ha spiegato ieri Ripa di Meana, «per impedire che, a Roma ci sia una operazione che sfiora il colmo del cinismo, con la sottrazione di un bene di questo valore. Anche in caso di via libera al progetto da parte del sindaco Alemanno - ha aggiunto - è prevedibile che i lavori per il parcheggio procedano con la velocità della tartaruga, con la perdita per anni dell'uso del Pincio». Nel documento si fa riferimento ad una «triplice irregolarità» che riguarda «l'approvazione del progetto definitivo», «la procedura di valutazione di impatto ambientale» e «le modalità delle gare di appalto». Perciò l'onlus ambientalista ha chiesto, prima al sindaco Alemanno e ora alla Corte dei Conti «l'immediata rescissione contrattuale in danno». La battaglia di Italia Nostra contro lo«scempio» del Pincio dura da mesi e l'onlus ambientalista è già pronta, qualora i lavori non si fermassero, ad agire «a livello europeo e internazionale». L'ultima parola spetta, comunque, al sindaco nel quale Italia Nostra ripone le sue speranze. «Confido in Alemanno», ha incalzato Ripa di Meana, «spero che il 2 settembre (data in cui la Giunta comunale dovrebbe presentare una memoria sull'opera, ndr), il sindaco decida di non procedere». Intanto, il presidente di Italia Nostra ha rivolto un invito ad Alemanno e al ministro Bondi per fare «una passeggiata insieme sabato prossimo fino alla terrazza del Pincio». Italia Nostra propone anche un'alternativa al tanto contestato progetto. La soluzione, secondo il presidente, potrebbe essere quella di «allargare il parking del Galoppatoio». LE REAZIONI Sembrano invece trovare una sorta di accordo "bipartisan" gli esponenti dei vari schieramenti politici. Per Loredana De Petris dei Verdi, «proseguire con questa assurda idea comporterebbe un danno enorme a Roma». Stessa lunghezza d'onda anche per Federico Guidi, consigliere comunale del Pdl e presidente della commissione Bilancio, secondo il quale «va valutato se sussiste davvero un interesse pubblico in un'opera che destina 700 posti quasi interamente a box privati, lasciandone appena uno scarno 10 per cento al rotazionale, o se al contrario non sia un ulteriore ac-crescitore di traffico veicolare nel centro storico». Secondo il sottosegretario del Mibac Francesco Giro «un confronto positivo fra le due esigenze, quella di tutela e quella dello sviluppo infrastrutturale di una città, è sempre possibile». E come ha ribadito Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura del Comune di Roma (PdL),«Alemanno saprà interpretare e difendere l'identità di Roma trovando una soluzione amministrativa per non scontentare nessuno».