Parcheggio contestato Italia Nostra, esposto alla Corte dei Conti Evocare il «genius loci» è l'extrema ratio suggerita ieri da Carlo Ripa di Meana, presidente di Italia Nostra, per scongiurare il «revolver puntato alla tempia»: tradotto, il futuro parking del Pincio. L'idea è riconciliare gli amministratori con il fantasma del Valadier, «perché non esiste solo la maledizione di Montezuma», minaccia Ripa di Meana. L'appuntamento è sabato mattina, due giorni prima della seduta fissata in Giunta, che dovrà pronunciarsi sulla relazione dei saggi. Al suo fianco, nel «sopralluogo fisico» da piazza del Popolo a Porta Pinciana, il presidente di Italia Nostra vuole due «podisti» di rango: il sindaco Gianni Alemanno e il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi. «Li invito a prendersi un'ora per risalire il colle, seguendo il percorso immaginato duecento anni fa dal Valadier». Un passo dopo l'altro, spera che l'identità del paesaggio, la vista panoramica, le essenze arboree fermino le ruspe. Pura utopia? Nient'affatto: «Mi ha ispirato una telefonata di Fabrizio Cicchitto (capogruppo del Pdl alla Camera). Stava facendo footing al Pincio e, inorridito dagli scavi, mi ha chiamato per dirmi che gli sembrava una follia». Nel frattempo, Italia Nostra ha presentato un esposto alla Corte dei Conti e all'Autorità di vigilanza sui Lavori pubblici. Per evitare lo «scempio», l'Associazione propone di ampliare il parcheggio del Galoppatoio. Dal canto suo, «donna» Marina è pronta allo sciopero della fame, pur di sventare «questo crimine culturale». «Lo ho ribadito anche al sindaco. Ci siamo visti a Cortina e mi ha detto che stava esaminando le carte. Mi è sembrato disponibile e confidiamo nella sua saggezza».