VERONA Caro ministro, così non si può andare avanti. Non si può tener bloccata la città per «quattro sassi». La forma sarà diversa, ma la sostanza della lettera che ieri Flavio Tosi ha spedito al ministro dei Beni culturali Sandro Bondi non è molto distante. Il sindaco di Verona ce l'ha con la soprintendenza ai Beni archeologici. Istituzione contro cui si scaglia con regolarità da quando è stato eletto, ai suoi occhi una sorta di moloch burocratico che per tutelare i famigerati «quattro sassi» mette in scacco i cantieri delle opere pubbliche. A Verona il caso di scuola è quello dei parcheggi. Quello di lungadige Caputeti, dove si è dovuto cambiare in corsa il progetto dopo il ritrovamento di un muro visconteo, ma tutt'oggi fermo. Quello di piazzetta Arditi (volto San Luca), che ha ottenuto solo ora il via libera dopo mesi di stop. Ma soprattutto, quello di piazza Viviani, dove lo scavo è fermo dal 2006 per il ritrovamento di fondamenta medievali. E' questo cantiere, agli occhi di Palazzo Barbieri, che grida allo scandalo. Perché il fermo dura da troppo tempo, causando problemi alla viabilità e di degrado, visto che il sito è diventato una sorta di discarica abusiva. «Al ministro chiederemo di sbloccare subito gli interventi - dice Tosi - E' una questione di priorità. E in piazza Viviani è prioritario il parcheggio rispetto ai reperti trovati. Verona ha un bisogno assoluto di parcheggi in centro; la situazione di oggi è inammissibile». Anche perché, se è così difficile realizzare un parcheggio, chissà cosa può succedere di fronte ad opere più complesse, come il traforo delle Torricelle. Non ci dovrebbero essere particolari problemi di soprintendenza invece per l'altra grande opera nell'agenda dell'amministrazione comunale, ovvero la filotramvia di superficie. Proprio per non dover aprire cantieri, Tosi ha deciso di cestinare il progetto già approvato e finanziato dell'amministrazione Zanotto. La sfida è ora, semmai, quella di rinegoziare con il ministero il progetto per non perdere i 124milioni di euro di finanziamento statale. Una corsa contro il tempo che scade il prossimo 30 settembre. Ce la farà il Comune? «Non abbiamo dubbi - dice sicuro il sindaco -ce la faremo». Il nuovo progetto, in via generale, è deciso. Non più binari, ma mezzi con ruote, a guida vincolata. Saranno alimentati elettricamente con i cavi, anche se la volontà è quella di ridurre i fili al minimo. Quindi, per lunghi tratti, dovranno essere procedere a batteria oppure a gasolio. Un altro cantiere molto atteso è quello alle ex cartiere. Tosi spera che il progetto di riqualificazione possa essere approvato entro settembre dal consiglio comunale. «I proprietari avranno da allora 20 giorni di tempo per far entrare le ruspe», spiega. A.
VERONA. Parcheggi, Tosi scrive a Bondi: Basta coi veti delle soprintendenze
Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, ha scritto una lettera al ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, criticando la soprintendenza ai Beni archeologici per il blocco dei cantieri di opere pubbliche nella città. Tosi sostiene che il fermo dei cantieri è causato da problemi di priorità, come il parcheggio in centro e la filotramvia di superficie. Ha anche deciso di cestinare il progetto di filotramvia di superficie già approvato e finanziato. Il sindaco è sicuro che il Comune riuscirà a rinegoziare con il ministero il progetto di filotramvia per non perdere i 124 milioni di euro di finanziamento statale.
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