CAMOGLI. Dopo lennesimo "assalto alla diligenza" che ha portato nella zona dellArea marina e del Parco di Portofino migliaia di turisti nel fine settimana (e che, purtroppo, ha fatto registrare una nuova vittima del mare, un subacqueo di 70 anni, due settimane dopo la morte di un pavese di 48 anni), ritorna dattualità il dibattito sullopportunità di "blindare" il numero delle presenze a San Fruttuoso, già al centro di discussioni da anni. Dibattito rilanciato dal direttore scientifico dellArea Marina, Giorgio Fanciulli: «Mi chiedo quanto certi angoli di paradiso possano ancora proporsi come beni fruibili al grande pubblico senza che venga intaccata la salute dellambiente e continuando a offrire servizi di qualità», spiega, identificando come possibile soluzione quella dei numero chiuso in nome «del turismo sostenibile». «A fronte delle invasioni di massa, sarebbe necessario che tutti i soggetti interessati si sedessero intorno a un tavolo a riflettere - aggiunge Fanciulli - Negli ultimi anni abbiamo notato che, specie nei fine settimana estivi, anche in linea con i ritmi delle vacanze che sono profondamente cambiati, il numero delle presenze è davvero esorbitante. È quindi opportuno chiedersi se simili ritmi possano essere sopportati da realtà piccole e uniche dal punto di vista ambientale come San Fruttuoso, mantenendo gli stessi standard di qualità dei servizi». E, nel contempo, salvaguardando un patrimonio incomparabile. «Se la risposta ai miei interrogativi è sì - conclude Fanciulli - allora vuole dire che ci troviamo di fronte a un falso problema. Se invece è no, bisogna trovare soluzioni adeguate e in fretta». Di qui lidea del numero chiuso. Riflessioni che hanno immediatamente suscitato reazioni e spaccature tra le realtà coinvolte. Che lArea marina sia uno dei luoghi più gettonati di tutto il Mediterraneo per gli appassionati di subacquea è un fatto certo: si registrano, come conferma Fanciulli, dalle 50 alle 60 mila immersioni allanno che però, sostiene, «non mettono in pericolo lambiente sottomarino. Nonostante le cifre parlino chiaro sullaffluenza di sub da tutto il mondo non si è riscontrato nessun deterioramento dellecosistema». San Fruttuoso non sarebbe comunque la prima né lunica "perla" del globo a blindare gli arrivi. Dalle Isole Galapagos al "Camino Inca" e, rimanendo in Liguria, dalla foresta delle Agoraie in vai dAveto a Cala dellOro (zona allinterno del parco marino di Portofino in cui sono vietati anche i bagni), tanto per fare qualche esempio, lingresso riservato è ormai regola consolidata. «Da tempo il Fai punta a un turismo sostenibile dice Franco Dioli, direttore Fai San Fruttuoso - Massimo rispetto per lambiente, ma per mantenere un complesso munumentale come il nostro, con costi di gestione molto elevati, i turisti sono indispensabili». Diversa lopinione di Bruno Oneto, presidente dei Consorzio San Fruttuoso di Capodimonte, che raggruppa gli operatori turistici: «Lafflusso incontrollato ci danneggia perché i servizi che offriamo rischiano di scadere nella qualità. Un po di filtro ci vuole». Dal racconto dei soci dei Consorzio emerge un dato singolare: a San Fruttuoso cè una soia toilette pubblica per le donne; gli uomini sono più fortunati: ne hanno a disposizione tre. Compatti i battellieri della Golfo Paradiso di Camogli e quelli del Consorzio Servizi Marittimi del Tiguliio: linea dura e pollice verso al numero chiuso. Anche i titolari dei diving storcono il naso. Il sindaco di Camogli, Italo Mannucci, si dice «disponibile a ragionare sulla questione con tutte le realtà interessate, per trovare, in un confronto sereno, soluzioni che soddisfino le diverse esigenze».
LIGURIA - San Fruttuoso a numero chiuso
Il direttore scientifico dell'Area Marina, Giorgio Fanciulli, ha sollevato il dibattito sul numero di presenze a San Fruttuoso, che è diventato un luogo di grande affluenza di turisti, soprattutto in fine settimana. Fanciulli propone l'idea di "blindare" il numero di presenze, ovvero limitare l'accesso al luogo, per garantire la salute dell'ambiente e mantenere la qualità dei servizi. Altri esperti e realtà coinvolte hanno espresso opinioni diverse, con alcuni sostenendo che il numero chiuso potrebbe danneggiare la qualità dei servizi e altri che è necessario trovare soluzioni per gestire l'affluenza.
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