TRE Persone addette ai controlli, che rubano vasellame e statuette del VI secolo prima dì Cristo, 500 mila euro allanno a Bonito Oliva, 50 milioni per le sagre delleffimero- nel salernitano, mentre i beni culturali sono a rischio, i parchi abbandonati, il degrado è sovrano. Sono stato di nuovo nel Cilento, incontrando nel Solara club di Donato DAiuto, quadri, militanti, elettori, per mettere a fuoco le cose da combattere per il rilancio del territorio, cominciando dal saccheggio della bellezza. Ho visitato il parco archeologico di Elea-Velia, la città di Parmenide, ammirando lunico arco a tutto sesto conosciuto al mondo confezionato da mani greche. Per accedere a questa assoluta meraviglia, ho dovuto commettere unillegalità, infrangendo il divieto di accesso, posto dal 2006, a causa di una piccola, banalissima frana. Ebbene, non essendoci stato intervento alcuno, dal 2006 nessun turista ha potuto godere la vista della cosiddetta "porta Rosa" con larco magnogreco. Mhanno avvelenato cuore e pupille le erbacce che spuntano irridenti e devastanti tra le tessere di ciò che resta del mosaico romano, nel quale delfini ed altri misteriosi esseri marini sono stati riportati alla luce solo per essere destinati al degrado. Nella parte alta del parco riarso, la vegetazione spontanea quando supera il metro daltezza, per far prima, viene, eliminata bruciandola, solo che il fuoco va dove lo porta il vento e distrugge ulivi e resti archeologici dincommensurabile valore. Questa è piromania da scarsa voglia di lavorare. In un habitat sacro e di straordinarie emozioni, lincuria regna sovrana a sugli echi della civiltà eleatica, perché qui, purtroppo, è passata e sussiste lera del ferro, del fuoco e della immondizia, il marchio dei notabili bianchi e rossi, dei rigurgiti di Nusco, delle ramificazioni del familismo ceppalonico, degli Attila della sinistra arcobaleno. Per questo, in una mattinata di religioso trascorrere tra i resti magno-greci e romani invasi da gramigne imperiose, ho contato soltanto quattro turisti. Qui, il sole picchia duro, eppure non esiste un punto di ristoro, dove bere un bicchier dacqua. Hanno speso parecchi soldi per costruire un grande bar dallarchitettura ricercata, ma non è stato mai aperto e sta andando anchesso, con tutta la sua bella struttura lignea, in malora. Spreco di fondi europei, assenza di manutenzione, ignavia, fannullonismo, ecco gli ingredienti per deturpare il bello, mentre il controllo di legalità latita. Di chi la responsabilità politica? In primo luogo, la Presidenza del Parco del Cilento e del Vallo dì Diano, la Sovrintendenza di Salerno, la Regione, la Provincia, il Comune di Ascea, in buona sostanza il bassolinismo in un solo infelice paese. E pensare che questa è zona dalle mirabili potenzialità, territorio che Dio ci ha dato e che ,i faccendieri comunisti, cattocomunisti e verdi ci stanno togliendo. Forza Bondi, forza Prestigiacomo, forza Brunetta, forza Tremonti, in nome del Buon Governo di Silvio Berlusconi intervenite. Cacciate un po di parassiti e di dementi, nei ministeri, nelle sovrintendenze, nelle regioni, ovunque si annidino. E date la caccia agli insospettabili che, in assenza di controlli, si sono riempiti la casa di preziosi reperti archeologici. Maniere forti, senza pietà, per impedire lo scandalo dei tesori di Velia del tutto abbandonati di contro a Bassolino, che riempie doro Bonito, Oliva, il quale fa rimirare surrogati darte dal buco della serratura, per il modico compenso di 2 milioni e 390 mila euro, dal 2004 ad oggi. Col buon governo, potremmo, dunque, recuperare fondi, creare ricchezza, posti di lavoro, coniugando difesa dellambiente col turismo di qualità. Agli amanti della vacanza formativa si potrebbe un giorno vendere il seguente pacchetto da sogno: costa cilentana, Certosa di Padula, Paestum, Elea-Velia, Rossigno vecchia, grotte di Pertosa e di Castelcivita, Parco del Cilento e del Vallo di Diano. Buon governo, per far rivivere natura, paesaggio e quanto. di mirabile ci hanno lasciato etruschi, greci, romani, longobardi, normanni e via via altri cento popoli e cento culture qui stratificatisi nei secoli.
CAMPANIA - Solo il buon governo può salvare i tesori del Cilento
Il testo descrive la situazione del parco archeologico di Elea-Velia nel Cilento, in Italia. Il parco è stato abbandonato e degrado, con la vegetazione spontanea che copre le aree archeologiche e la mancanza di controlli e manutenzione. Il testo descrive anche la presenza di illegalità, come la vendita di reperti archeologici sul mercato nero, e la mancanza di azione da parte delle autorità. Il testo chiede al governo di intervenire per salvare il parco e la sua bellezza. Il parco è stato visitato dal testatore, che ha incontrato pochi turisti e ha notato la presenza di erbacce e detriti.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo