Agira. La scoperta è andata oltre le aspettative di chi aveva progettato la campagna di scavi: si cercavano resti di età medievale e sono venute alla luce strutture datate tra il sesto e il quarto secolo avanti Cristo. Una scoperta di enorme valore storico e archeologico che ha permesso di identificare per la prima volta l'insediamento abitato dell'antichissima Agyrion, resa possibile dalla sinergia tra Soprintendenza di Enna, Sicilia Antica e Comune di Agira. Un centinaio di volontari di Sicilia Antica provenienti da tutta l'isola, ma anche da Veneto e Piemonte, sotto la direzione scientifica della soprintendente di Enna, Beatrice Basile, hanno ritrovato resti murari con tracce di intonaco policromo e decorato. «Si tratta di rinvenimenti non comuni in Sicilia spiega il presidente regionale di Sicilia Antica, Giuseppe Lo Porto che anzi possono essere definiti rari per la nostra regione». La scoperta si deve a Sicilia Antica che, convinta che la zona del castello medievale di Agira celasse ancora tanti tesori, ha presentato un progetto di ricerca. Sono state effettuate riprese aeree che, come spiega Lo Porto, hanno dato le prime conferme sulla presenza di strutture esistenti sotto il piano di calpestio. «A questo punto spiega abbiamo effettuato indagini con il georadar e presentato le nostre conclusioni alla Soprintendenza, proponendo la campagna di scavi e ottenendo l'autorizzazione». La campagna doveva concludersi il 13 agosto, ma la scoperta dell'insediamento ha fatto sì che la Soprintendenza autorizzasse a proseguirla fino al 12 settembre: proprio ieri è ripreso il lavoro di una cinquantina di volontari. «Che Agira fosse un'importante città greco-siciliota era noto spiega la soprintendente Basile ma questi scavi hanno dato risultati che vanno ben oltre quello che speravamo di trovare. Ci aspettavamo resti medievali e ci siamo trovati dinanzi al primo abitato arcaico della città». Intorno al castello erano stati effettuati alcuni scavi solo tra gli inizi e la fine degli Anni '70 ed erano stati rinvenuti resti risalenti all'età medievale. Tuttavia, non è un mistero che intorno al castello di Agira i tombaroli, impegnati in una febbrile attività, abbiano rinvenuto frammenti ceramici di età greca e romana. Come aggiunge Basile, la sorpresa è stata quella di scoprire che l'edificazione del castello non ha distrutto il primo insediamento arcaico. «Mancano resti di epoca romana e medievale, ma dice la soprintendente sono stati trovati quelli più antichi. Si tratta di un abitato con le caratteristiche consuete di quelli d'altura, edificati sulle pendici con assetto a terrazze. Non abbiamo ancora trovato i piani di calpestio, ma indizi consistenti di mura intonacate. Probabilmente sulla sommità del colle si trovava un'area sacra e ci sono tracce che ne indicano la presenza». La campagna di scavi è stata possibile grazie all'impegno del Comune che ha sostenuto le spese di permanenza dei volontari di Sicilia Antica. «Siamo orgogliosi di avere portato avanti questa attività conclude Lo Porto che potrebbe divenire annuale. La formula consente grandi risultati anche in mancanza di finanziamenti pubblici». Giulia Martorana