Quello spazio vuoto, nella nicchia in pietra viva, salta allocchio di chi passa, per caso o per visita, in strada Arco Alto, cuore di Bari vecchia. Fino a qualche settimana fa ledicola votiva al civico 29 conteneva un dipinto su lamina in metallo del diciottesimo o diciannovesimo secolo, di autore non noto, come riporta il catalogo della Soprintendenza, che rappresentava una Crocifissione. Ora di quellopera di poco valore artistico, ma incommensurabile per le famiglie che abitano in quel vicolo, si sono perse le tracce. E, mentre i carabinieri del Nucleo per la tutela del patrimonio culturale indagano sulla misteriosa assenza, per le stradine del borgo si racconta una strana storia. Dicono i bene informati che un anno fa gli affezionati residenti in strada Arco Alto avessero incaricato un privato restauratore barese di dare una ripulita al dipinto. E che, finalmente, i primi di agosto il restauratore avesse riportato lopera al suo posto. Ma, purtroppo, il lavoro sarebbe stato così mal fatto che non solo luomo non sarebbe stato pagato, ma che avrebbe anche rischiato di essere picchiato dagli insoddisfatti abitanti. Luomo, quindi, avrebbe depositato per terra licona e sarebbe scappato a gambe levate. Da quel momento del dipinto non se ne sa più nulla: forse è stato abbandonato o, come azzardano alcuni, addirittura buttato via perché ormai non più degno di quel che era. In strada Arco Alto resta solo una nicchia vuota.