"Chiarimenti" sui sovrapprezzi per le prenotazioni on line Il direttore Natali a Roma per chiarire il costo delle prenotazioni Uffizi e ministero luce sul sovrapprezzo Sulla questione costo dei biglietti per entrare agli Uffizi si muove adesso anche il ministero. Il direttore generale dei Beni culturali Roberto Cecchi, informato del problema dei sovrapprezzi delle vendite on-line dal direttore della Galleria degli Uffizi Antonio Natali, andrà a fondo sulla questione. Per risolvere le difficoltà nellindividuare il sito internet ufficiale del museo, dopo che una lettrice ha segnalato a diversi giornali i prezzi maggiorati praticati da siti non ufficiali. Il direttore della Galleria degli Uffizi Antonio Natali ha discusso del problema dei biglietti venduti on line con pesanti sovrapprezzi con il direttore generale dei beni culturali Roberto Cecchi. E questultimo è intenzionato a chiarire bene le cose, quanto meno per consentire ai visitatori di compiere una scelta consapevole. Infatti a tuttoggi è estremamente difficile, per chi prenota su internet, capire quale sia il sito ufficiale del museo che intende visitare, perché non vi è alcuna tutela del marchio. Le questioni sul tappeto sono essenzialmente due, entrambe molto calde. La prima riguarda la possibilità per una pluralità di soggetti di vendere online i biglietti non solo per gli Uffizi ma per tutti i musei e le gallerie del polo museale fiorentino e di tutta Italia. Alcuni anni fa le società che gestiscono i servizi museali fiorentini intentarono causa a una agenzia di viaggi che vendeva su internet i biglietti dei musei con un sovrapprezzo, e la persero. La persero perché il mercato non può essere impedito né ostacolato. Una questione identica lha posta di recente la compagnia di voli low cost Ryanair, decidendo di annullare i biglietti acquistati su siti internet diversi dal proprio. La commissione europea le ha chiesto immediatamente chiarimenti, proprio in nome del libero mercato. Ryanair ha risposto che alcuni siti applicano rincari eccessivi, fino al 200-300 del prezzo del biglietto, ma non è detto che la spunti. In Italia la Cassazione ha spiegato che acquistare biglietti e rivenderli a prezzo maggiorato (il cosiddetto bagarinaggio) non è in sé un fatto illecito. Però il consumatore deve sapere da chi compra. Secondo gli imprenditori che gestiscono i servizi museali e sono riuniti in Confcultura, la questione di fondo è proprio questa. Spiega Patrizia Asproni, presidente di Confcultura: «Se una società registra un dominio con il nome Uffizi e nessuno glielo impedisce, è perfettamente in regola. Ma il visitatore può essere tratto in inganno e indotto a credere di acquistare il biglietto sul sito ufficiale del museo, mentre non è così. Allora bisogna fare una norma per proteggere i marchi dei beni culturali italiani. Una norma che non esiste. Oggi il marchio di Gucci e di ogni grande casa di moda è più protetto di quello degli Uffizi. Anche nella moda ci sono abusi, imitazioni e falsi, ma vengono puniti. Come Confcultura abbiamo scritto a tutti i ministri dei beni culturali mettendoli al corrente del problema». Risultato: zero. Ora Confcultura tornerà alla carica con Sandro Bondi, sperando di ottenere maggior ascolto.
FIRENZE - Biglietti Uffizi, si muove il ministero
Il direttore della Galleria degli Uffizi, Antonio Natali, ha discusso con il direttore generale dei Beni culturali, Roberto Cecchi, sul problema dei sovrapprezzi per le prenotazioni online. Il problema è che alcuni siti non ufficiali vendono biglietti con prezzi maggiorati rispetto al prezzo ufficiale. Il ministero dei Beni culturali intende chiarire la questione per consentire ai visitatori di compiere una scelta consapevole. La questione è complessa perché non esiste una tutela del marchio per i beni culturali italiani, il che rende difficile per i visitatori capire quale sia il sito ufficiale del museo che intende visitare.
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