Esposto di Italia nostra alla magistratura contabile. Richiesto lannullamento del progetto per i "numerosissimi" errori Sulla collina il vincolo non è archeologico ma monumentale e paesaggistico Un esposto alla Corte dei conti. È la nuova carta giocata da "Italia nostra" nella battaglia per fermare il parcheggio nel Pincio. In vista della memoria di giunta del 2 settembre che, nello stesso giorno in cui gli operai torneranno a lavorare, vedrà il sindaco Alemanno prendere posizione sul parking di 7 piani, lassociazione ambientalista ha scritto al procuratore generale della Corte dei conti, Claudio De Rose, sollevando, tra laltro, presunti danni erariali. «Riteniamo che lopera attualmente in costruzione sia gravata da una numerosissima serie di errori, carenze, omissioni, forzature e contraddizioni», hanno sottoscritto il professor Antonio Tamburrino e Carlo Ripa di Meana, presidente della sezione di Roma. Che ieri hanno presentato le nuove iniziative di lotta contro quello che - alla luce dei rinvenimenti di strutture romane, su circa un terzo dellarea del parcheggio, resi noti i primi di agosto dalla Soprintendenza statale archeologica - appare per "Italia nostra" «un progetto tutto da rifare». Per questo chiedono di «riattivare la procedura di Valutazione di impatto ambientale» e di «bandire una nuova gara dappalto». «Già dai sondaggi del 2005 larcheologo Alain Chin disse che stava venendo alla luce una domus. Perché si è andati avanti?» si chiede Ripa di Meana. Che, in vista della decisione di Alemanno, avverte: «Se prevarrà il sì, vogliamo sapere nome e cognome del responsabile di questa decisione per portare a livello europeo e internazionale la nostra battaglia». Nellesposto si tira in ballo anche il direttore generale per lArcheologia del ministero, Stefano De Caro, che avrebbe «già attivato le procedure per togliere il vincolo archeologico alla collina». In realtà, sul Pincio non è stato ancora posto un vincolo archeologico, per il semplice motivo che a nessuno è venuto prima dora in mente di sfasciare la collina ridisegnata dal Valadier nel Settecento. Mentre sussistono quelli del 1952 e 1953 di carattere storico monumentale e paesaggistico. Ed è quindi su questo punto - non sui cunicoli romani, che saranno risparmiati dal progetto esecutivo - che "scavano" La Regina, Mattei, Rossi, Schiattarella e Muratore, i cinque saggi nominati da Alemanno.