Lo scandalo. Operazione dei carabinieri nei pressi di Spinazzola: gravi irregolarità Tre indagati: cè anche il dirigente dellAmbiente TRANI - I reati contestati sono diversi, dal falso ideologico allabuso di ufficio: tra le ipotesi cè anche quella di danneggiamento del patrimonio archeologico e la distruzione e deturpamento di bellezze naturali. Secondo laccusa non era quanto meno opportuno realizzare una discarica di rifiuti a due passi dalla storia, a pochi metri da un insediamento rupestre del Neolitico. Per questo i carabinieri del Noe hanno sequestrato lintero impianto gestito dallassociazione temporanea di imprese della Cogeam in territorio di Spinazzola, in località "Grottelline", al confine con il piccolo centro di Poggiorsini, proprio nel cuore della Murgia barese. Secondo il magistrato del tribunale di Trani Michele Ruggiero i lavori per la realizzazione dellimpianto, che dovrà ospitare i rifiuti solidi urbani del bacino Ba4 dopo la chiusura della discarica di Altamura, avrebbero interessato "aree nuove, diverse e maggiori rispetto a quelle originariamente indicate nel progetto". Le stesse cioè che furono recepite nel decreto dellallora commissario delegato per lemergenza rifiuti Nichi Vendola e fatte oggetto dei pareri e delle autorizzazioni di tutti gli enti coinvolti. Vale a dire, in sostanza, che il progetto per loccupazione di nuove particelle catastali doveva essere sottoposto ad una valutazione di impatto ambientale. In assenza di questa anche le autorizzazioni sono nulle e i lavori sono stati sospesi. Le opere, secondo laccusa, avrebbero danneggiato il patrimonio archeologico nazionale, ma anche provocato lalterazione della bellezza naturale dei luoghi. Senza dimenticare, si legge nel provvedimento, il concreto pericolo di inondazioni dal momento che la zona dove sorge la discarica è sottoposta anche a vincolo idrogeologico per La presenza di una lama in cui scorre un corso dacqua. Si tratta, è bene precisare, di un sequestro probatorio; servirà a verificare se ci sono, come sembra, le autorizzazioni, ma soprattutto se siano compatibili con lo stato dei luoghi. Dal novembre del 2006 per la Soprintendenza si tratta di una zona di interesse archeologico e paesaggistico, gli insediamenti preistorici del VI millennio avanti Cristo sono "segno inequivocabile", secondo gli esperti, "del passaggio di uomini dalletà del bronzo". La procura sostiene che i lavori siano iniziati in maniera difforme da come erano stati autorizzati dallallora commissario delegato per lemergenza ambientale, senza autorizzazione dellautorità per la tutela dei vincoli e, per alcune particelle, senza una valutazione di impatto ambientale. Il magistrato titolare del fascicolo (ce nè un altro aperto dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari) ha chiesto ai carabinieri del Noe di individuare larea dove sono presenti i reperti archeologici, lesatta delimitazione delle aree di pertinenza e di quelle annesse allarea archeologica, oltre allesatta perimetrazione e individuazione delle aree e delle particelle interessate dai lavori di realizzazione della discarica, in modo da verificare se siano corrispondenti a quelle rilasciate dalla Regione, alle valutazioni della Soprintendenza per i Beni Archeologici e alla richiesta di valutazione di impatto ambientale. Tre le persone indagate, il funzionario della Regione Puglia, Luca Limongelli, che avrebbe rilasciato unautorizzazione senza avere fatto compiere la necessaria valutazione di impatto ambientale, il legale responsabile dellAti Cogeam Antonio Albanese, e il progettista dellimpianto Carmine Carella.