"Qui non siete desiderati, potete tornare a casa", questo si sarebbero sentiti dire ieri mattina quattro dipendenti dei Beni Culturali del Molise che prestano regolarmente servizio da diverso tempo all'interno delle strutture e degli uffici dell'abbazia di San Vincenzo... "Qui non siete desiderati, potete tornare a casa", questo si sarebbero sentiti dire ieri mattina quattro dipendenti dei Beni Culturali del Molise che prestano regolarmente servizio da diverso tempo all'interno delle strutture e degli uffici dell'abbazia di San Vincenzo, che ricade nell'area architettonica-archeologica e storico-artistica di San Vincenzo al Volturno.Un messaggio chiaro proveniente direttamente dai vertici dell'Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli, a cui è affidata dal 1999 dalla Soprintendenza del Molise la ricerca scientifica degli scavi diretta da Federico Marazzi. Ma quella di ieri mattina è stata un'accoglienza piuttosto sconcertante per i quattro dipendenti che ha scatenato una dura reazione all'interno dell'amministrazione dei Beni Culturali del Molise e del sindacato Uil Bac, in quanto - tra l'altro - l'Istituto Universitario risulta essere 'ospite' nell'area di proprietà della Regione Molise e dell'Abbazia di Montecassino. "Non doveva accadere una cosa del genere ha detto il responsabile della Uil Bac Molise, Emilio Izzo, contattato dalla nostra redazione -. È un fatto grave". "Prima di tutto i lavori nell'area archeologica sono ancora fermi e poi si è chiesto - ai nostri dipendenti dei Beni Culturali del Molise gli viene sbattuta la porta in faccia?". Ieri mattina i dipendenti sarebbero dovuti entrare nei locali di proprietà del Comune di Castel San Vincenzo con il quale la Soprintendenza dei Beni Culturali del Molise in passato (15 maggio 1999) aveva firmato una convenzione per l'utilizzo degli stessi. Le strumentazioni all'interno, invece, appartengono alla Soprintendenza. Forse una risposta alla denuncia pubblica lanciata proprio qualche giorno fa da Izzo in diretta televisiva nella nota trasmissione 'Sabato e Domenica' in onda su Rai Uno: in quella occasione, infatti, il sindacalista aveva denunciato lo stato di totale abbandono in cui versa l'area archeologica, "che rappresenta da oltre un ventennio aveva detto - il cantiere tipo da non emulare. Tra fondi pubblici (Regione e Ministero Beni Culturali e fondi europei), diversi proprietari dell'area (Regione e Abbazia di Montecassino), competenze tecniche plurime (Abbazia di Montecassino, Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa, Istituto Centrale per il restauro, e Soprintendenza ai Beni Culturali del Molise), funzionari pubblici e professionisti privati, sono stati sperperati, sotto gli occhi di tutti, circa trenta miliardi delle vecchie lire: soldi che dovevano essere finalizzati alla valorizzazione turistica del sito altomedievale più esteso ed importante d'Europa". Ma con l'episodio avvenuto ieri continua ad essere a rischio la tutela del patrimonio, che è comunque dello Stato. A tal proposito la Uil Beni Culturali chiede "ufficialmente alla Regione di chiarire tutte le aree che spettano ai vari Enti; alla direzione regionale dei Beni Culturali, invece, la rescissione del contratto di convenzione con l'Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa (firmato dall'ex direttore dei Beni Culturali Scoppola) in quanto non ci sono più i presupposti per collaborare sui lavori che riguardano gli scavi e il museo. La Uil Bac si farà garante ha annunciato Izzo affinché questo avvenga. Come rappresentante dei lavoratori non posso permettere ha concluso - che venga macchiato l'operato dei dipendenti. Ribadisco è a rischio il patrimonio dello Stato".Di questo problema, dei Beni Culturali del Molise, dei fondi e delle responsabilità, - Emilio Izzo ha annunciato - si parlerà nei prossimi giorni in un incontro pubblico che terrà davanti al Tribunale di Isernia.
Isernia: Abbazia di San Vincenzo, scoppia la polemica per quattro dipendenti dei Beni culturali
Ieri mattina, quattro dipendenti dei Beni Culturali del Molise sono stati cacciati dall'abbazia di San Vincenzo al Volturno, dove lavoravano regolarmente. Il messaggio di addio è stato diretto dai vertici dell'Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli, che affida la ricerca scientifica degli scavi alla Soprintendenza del Molise. La convenzione per l'utilizzo degli spazi è stata firmata dal Comune di Castel San Vincenzo, ma le strumentazioni appartengono alla Soprintendenza. La reazione dei dipendenti è stata forte, poiché hanno denunciato lo stato di abbandono dell'area archeologica.
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